Ormai l'estate è nel suo piene e la montagna quest'anno è ancora più bella sarà che si riescono a fare dei bei giretti con lo Jacopo? Be penso che siano lui e la Manu a renderla ancora più bella per me!
Luglio è iniziato alla grande con 4 giretti niente male, Alpe di Siusi, Geisleralm, Rifugio Tribulaun e Aglsbodenalm. In due week end siamo più che contenti e anche lo Jacopino inizia a divertirsi anche nello zaino...bisogna fare qualche "monada" e lui si fa delle belle risate! E il programma estivo è ancora ricco! Peccato che bisogna anche lavorare...
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lunedì 15 luglio 2013
sabato 19 gennaio 2013
Sci alpinismo
Sono passati ormai 13 anni dall'ultima volta che avevo messo un paio di sci da alpinismo era l'anno 2000 e ero sotto naja. Ma ieri 18 gennaio 2013 grazie al Teo, la Cri Cri e le attrezzature gentilmente prestate dai carlini Claudio e Sandro ho rimesso gli sci ai piedi e siamo andati in notturna sul Palon. E' stato divertente e nella discesa devo dire che pensavo peggio, ma c'era una neve fantastica! Anche la Cri Cri è stata super nella discesa!
La salita è stata un po' faticosa e ho un pò rallentato l'ascensione dei miei compagni di avventura. Alla fine ho coperto i 650 metri di dislivello in un ora e 5 minuti, posso essere contento...dopo tanti anni!!! Al rifugio abbiamo trovato Pedro, Maru, Bazza e Willy e con loro ci siamo bevuti una meritata birretta!!!
La salita è stata un po' faticosa e ho un pò rallentato l'ascensione dei miei compagni di avventura. Alla fine ho coperto i 650 metri di dislivello in un ora e 5 minuti, posso essere contento...dopo tanti anni!!! Al rifugio abbiamo trovato Pedro, Maru, Bazza e Willy e con loro ci siamo bevuti una meritata birretta!!!
lunedì 9 aprile 2012
Gitarelle
In marzo ci siamo fatti due gitarella in quel delle malghe di Aldino. La prima gita in compagnia di Pero, Manu e Nadia nonostante il tempo non prometteva niente di buono siamo andati a Pietralba e da li alla Malga San Pietro ovviamente abbiamo preso l'acqua ma per lo Jacopino poco male, abbiamo messo il parapioggia sul passeggino e lui stava dentro benone e noi fra ombrelle e giacche a vento ci siamo riparati in qualche maniera e siamo arrivati alla malga circa 40 minuti di cammino. La domenica dopo siamo andati sempre nella stessa zona ma questa volta in compagnia dei nonni e con partenza dal Bletterbach. Volevamo andare a mangiare al nuovo ristorante aperto in quel di Capanna Nova ma della gente che abbiamo incontrato lungo il percorso ci ha detto che l'avevano già chiusa e quindi siamo tornati sui nostri passi e siamo andati alla Malga del Buon riposo. Anche oggi il tempo non è fantastico e fa anche freddino.
Il primo di aprile invece abbiamo invece tradito l'Alto Adige e ci siamo diretti a sud più precisamente verso il lago di Tenno al Rifugio San Pietro. Un bel rifugio della SAT raggiungibile con pochi passi dal dove si parcheggia la macchina. Qui abbiamo nutrito lo Jacopino che era senza passeggino ma trasportato dalla sua mamma con il marsupio.
Poi ci siamo fatti un giretto nel bosco sopra il rifugio.
Siamo arrivati a Pasquetta dopo i bagordi della Pasqua ci siamo alzati con calma messo lo Jacopino nello zaino questa volta a siamo saliti al Monte dalla strada delle lunghe. Lo Jacopino è stato bravo giù nello zainetto prima cantava e poi si è fatto un sonnellino. Alla fine ci abbiamo messo un ora e quaranta ad arrivare al monte direi abbastanza bene considerato lo stato di forma e il carico...
Il primo di aprile invece abbiamo invece tradito l'Alto Adige e ci siamo diretti a sud più precisamente verso il lago di Tenno al Rifugio San Pietro. Un bel rifugio della SAT raggiungibile con pochi passi dal dove si parcheggia la macchina. Qui abbiamo nutrito lo Jacopino che era senza passeggino ma trasportato dalla sua mamma con il marsupio.
Poi ci siamo fatti un giretto nel bosco sopra il rifugio.
Siamo arrivati a Pasquetta dopo i bagordi della Pasqua ci siamo alzati con calma messo lo Jacopino nello zaino questa volta a siamo saliti al Monte dalla strada delle lunghe. Lo Jacopino è stato bravo giù nello zainetto prima cantava e poi si è fatto un sonnellino. Alla fine ci abbiamo messo un ora e quaranta ad arrivare al monte direi abbastanza bene considerato lo stato di forma e il carico...
domenica 26 febbraio 2012
Prima volta nello zainetto
Ieri per la prima volta siamo andati con lo Jacopino dentro lo zainetto che ci hanno regalato i nostri amici. Abbiamo fatto una gitarella ad Avelengo vicino a Merano. Su una comoda strada forestale abbiamo raggiunto la malga Leadner, niente di speciale ma come primo giretto direi più che soddisfacente. lo Jacopino ha gradito lo stare nello zaino. Devo un po' allenarmi altrimenti faccio troppa fatica a portarlo...ormai e' quasi 9 kg e sulla schiena si sentono tutti! Dopo il nostro giro in montagna ci siamo fatti un giretto a Merano...sembrava estate c'erano 21 gradi, incredibile!
domenica 5 febbraio 2012
Rieccomi
Ci eravamo lasciati a luglio dicendo che quest'estate ci saremmo dedicati più a pannolini e poppate che a scarponi e sentieri...in realtà abbiamo ben presto messo lo Jacopino sul suo passeggino e iniziato a spingerlo in salita! Il sedici agosto lo abbiamo portato nella sua prima gita sul percorso del feltro a Tesimo, un bel giretto nel bosco con tante installazioni di feltro. Il venerdì invece l'abbiamo portato ala sua prima data dei suoni delle Dolomiti: all'arboreto di Pieve Tesino a vedere Goran Bregovic. Il sabato abbiamo chiuso la settimana di ferragosto in bellezza andando una notte al Palast Hotel di Colle Isarco in compagnia del nonno Alfredo e della nonna Rita. L'albergo non era niente di che ma in compenso ci siamo fati due bei giretti in altrettante malghe in Val di Fleres. Poi ci siamo fatti un week end in Val Ridanna con Elena e Luca. In ottobre ci siamo fatti un giretto in Val Sarentino con nonni zie e cugina e poi la domenica dopo nei pressi di Avelengo dove abbiamo trovato la prima neve. Nel frattempo mi sono preso anche qualche sabato dalla famiglia per farmi qualche ferratina dove ho incontrato il mio più grande fallimento alpinistico...la meta era le ferrata Rino Pisetta ero con Paschi e Max stato di forma precario quando sono arrivato all'attacco mi sentivo cotto e infatti mi sono incrozzato subito, ho capito che non era giornata e sono tornato indietro...ma adesso ho un conto in sospeso! Un altro posto molto carino con delle belle malghette e' l'Alpe di Villandro bel posto molto soleggiato! E adesso aspettiamo che venga un po' di caldo...lo zainetto per lo Jacopino e' già pronto!
martedì 5 luglio 2011
Ormai manca poco
Prima che arrivi Jacopo, ormai mancano pochi giorni per non dire ore o minuti, e per facilitare la sua nascita (dicono che bisogna camminare) siamo andati a fare due gitarelle. Sabato siamo andati a fare un giretto a Faedo fino al Rifugio Sauch ma non è servito a niente. Allora domenica abbiamo replicato. Siamo andati a pranzo alla Laneralm e poi una passeggiata fra boschi a prati fino alla Schmideralm e la Schonrastalm. Un bel giretto direi un posto perfetto per andare con bambini piccoli infatti ce ne erano tantissimi! Li vicino c'è anche il Bletterbach sarà per la prossima volta magari in 3...
martedì 10 maggio 2011
Corno di Tres
Domenica avevamo deciso di stare a casa fare qualche lavoretto ecc...ma poi la bella giornata ci ha richiamati e così abbiamo rimandato e io e la manu siamo partiti alla volta del Corno di Tres. Gita fatta già più volte ma mai come in questo periodo vanno bene le gite già fatte in modo da poter scegliere percorsi adatti alla Manu. In un ora e vanti eravamo sulla cima che devo dire abbiamo trovato piuttosto affollata! Tornati a Mezzocorona siamo andati a farci un giretto alla sagra...più che alla sagra siamo andati allo stand dei Schutzen a bere qualche birretta almeno io!
martedì 3 maggio 2011
Che tanto che non aggiorno
E' un bel pò che non scrivo niente sul blog ma non ho abbandonato le terre alte anzi...anche la Manu con il suo pancione continua a camminare, ovviamente su percorsi adatti a una futura mamma. Così ci siamo fatti un pò di giretti in giro e quando non avevamo voglia di prendere la macchina ci avrete visto spesso sulla strada che porta alla Kraun che in questa primavera abbiamo fatto parecchie volte.
A Pasqua ci siamo concessi due giorni a Cavalese e abbiamo fatto due gitarelle. Il sabato siamo andati in val Moena abbiamo percorso la strada forestale che parte dalla cascata di Cavalese e percorre la Val Moena ad avere tempo e gambe si possono fare dei bei giri, non avevo mai preso in considerazione questo punto di entrata in Lagorai ma in futuro...
La domenica cioè il giorno di Pasqua invece abbiamo preso la strada che porta al lago delle Stellune dove però non siamo arrivati anche in virtù del fatto che sopra i 1700 c'era abbastanza neve e così siamo tornati indietro a una malga e su una panchina ci siamo gustati il nostro pranzo di Pasqua e per l'occasione nel panino ho messo anche del formaggio alla faccia del mio colesterolo.
Domenica 2 maggio invece in compagnia di Pero e Manu siamo andati agli Stoarne Medle. Partenza dal parcheggio Schermos sulla strada fra Meltina e San Genesio, questa gita l'abbiamo fatta già parecchie volte ma il posto in cima è sempre suggestivo, e poi la malga sulla strada era aperta e così c'è scappata una fetta di strudel e per i due Bobi un piattino di brodo. Il tempo non è stato dei migliori infatti ci siamo presi anche una leggera grandinata. Ma qui non siamo mai fortunati con il tempo...
A Pasqua ci siamo concessi due giorni a Cavalese e abbiamo fatto due gitarelle. Il sabato siamo andati in val Moena abbiamo percorso la strada forestale che parte dalla cascata di Cavalese e percorre la Val Moena ad avere tempo e gambe si possono fare dei bei giri, non avevo mai preso in considerazione questo punto di entrata in Lagorai ma in futuro...
La domenica cioè il giorno di Pasqua invece abbiamo preso la strada che porta al lago delle Stellune dove però non siamo arrivati anche in virtù del fatto che sopra i 1700 c'era abbastanza neve e così siamo tornati indietro a una malga e su una panchina ci siamo gustati il nostro pranzo di Pasqua e per l'occasione nel panino ho messo anche del formaggio alla faccia del mio colesterolo.
Domenica 2 maggio invece in compagnia di Pero e Manu siamo andati agli Stoarne Medle. Partenza dal parcheggio Schermos sulla strada fra Meltina e San Genesio, questa gita l'abbiamo fatta già parecchie volte ma il posto in cima è sempre suggestivo, e poi la malga sulla strada era aperta e così c'è scappata una fetta di strudel e per i due Bobi un piattino di brodo. Il tempo non è stato dei migliori infatti ci siamo presi anche una leggera grandinata. Ma qui non siamo mai fortunati con il tempo...
lunedì 17 gennaio 2011
Tempo di ciaspole
Ecco quindi svelato il nostro calo nelle gite. La futura mamma non può strafare su e giù per sentieri e quindi abbiamo un po' calato il ritmo delle uscite complice anche la stagione che con il freddo fa diventare un po' più pigri.
Il dicembre è stato particolarmente tranquillo complici festa degli anziani e gita a Innsbruck non ho fatto praticamente nessuna escursione, solo il 21 dicembre la salita al monte in notturna con condizioni meteo avverse, partenza sotto l'acqua e arrivo sotto la neve, ma è stato carino.
In gennaio dopo i festeggiamenti per il nuovo anno sul monte già il primo dell'anno abbiamo messo gli scarponi e siamo andati in compagnia a farci un giretto sulla strada della Kraun, il 2 di gennaio invece abbiamo fatto una super compagnia e ci siamo fatti una bella gitarella alla Getrumalm, partenza da San Martino in Val Sarentino. Arrivati alla malga un gruppetto si è fermato e uno ha continuato fino al Getrumsee. Un bel giretto anche se nella salita alla malga per molti tratti si costeggia la pista sci. Comunque alla fine della giornata i metri di dislivello erano 945. Il 5 di gennaio invece siamo partiti io e la Manu siano andati a farci un giretto a Merano con l'idea di prendere la funivia e andare a farci un giro a Merano 2000. Arrivati alla biglietteria ci siamo girati per la salita e la discesa in cabinovia volevano 17,00 euro a testa...un pò cara per i miei gusti, quindi siamo tornati verso Bolzano e abbiamo imboccato la strada per il Renon e ad un tornante abbiamo parcheggiato e ci siamo incamminati non è un posto fantastico ma per la stagione non è malaccio e quasi sempre al sole si passa per vigneti e bosco. Siamo arrivati fino a Signato e pio ci siamo girati e tornati in dietro perché altrimenti tornavamo che era notte. Non è stato un giro memorabile ma un buon ripiego per come si era messa la giornata.
Il dicembre è stato particolarmente tranquillo complici festa degli anziani e gita a Innsbruck non ho fatto praticamente nessuna escursione, solo il 21 dicembre la salita al monte in notturna con condizioni meteo avverse, partenza sotto l'acqua e arrivo sotto la neve, ma è stato carino.
In gennaio dopo i festeggiamenti per il nuovo anno sul monte già il primo dell'anno abbiamo messo gli scarponi e siamo andati in compagnia a farci un giretto sulla strada della Kraun, il 2 di gennaio invece abbiamo fatto una super compagnia e ci siamo fatti una bella gitarella alla Getrumalm, partenza da San Martino in Val Sarentino. Arrivati alla malga un gruppetto si è fermato e uno ha continuato fino al Getrumsee. Un bel giretto anche se nella salita alla malga per molti tratti si costeggia la pista sci. Comunque alla fine della giornata i metri di dislivello erano 945. Il 5 di gennaio invece siamo partiti io e la Manu siano andati a farci un giretto a Merano con l'idea di prendere la funivia e andare a farci un giro a Merano 2000. Arrivati alla biglietteria ci siamo girati per la salita e la discesa in cabinovia volevano 17,00 euro a testa...un pò cara per i miei gusti, quindi siamo tornati verso Bolzano e abbiamo imboccato la strada per il Renon e ad un tornante abbiamo parcheggiato e ci siamo incamminati non è un posto fantastico ma per la stagione non è malaccio e quasi sempre al sole si passa per vigneti e bosco. Siamo arrivati fino a Signato e pio ci siamo girati e tornati in dietro perché altrimenti tornavamo che era notte. Non è stato un giro memorabile ma un buon ripiego per come si era messa la giornata.
mercoledì 17 novembre 2010
ci sono ancora
E' un pò che non scrivo ma a dire il vero non è che abbia molto da raccontarvi...praticamente in questi ultimi mesi non ho più fatto gite solo un uscita io e la Manu nel nostro Lagorai nei luoghi dove gli ho chiesto di sposarmi un anno fa. E' già passato un anno...
Sempre bello il giro forcella Montalon poi sopra il lago delle Stellune e la forcella delle Stue se non ricordo male. E per ottobre il resto sono solo salite al Monte.
In novembre fino adesso abbiamo fatto solo la salita al Monte Calisio con i nostri compagni di tante escursioni durante l'estate Chiara e Max che ci hanno portato nella loro "palestra" di allenamento estiva. Carina la salita sul Calisio.
C'è da dire che ormai non ricordo neanche più una domenica con il bel tempo e questo non è che abbia favorito le nostre uscite. Speriamo che inizi a fare un pò di bel tempo...almeno la domenica.
Sempre bello il giro forcella Montalon poi sopra il lago delle Stellune e la forcella delle Stue se non ricordo male. E per ottobre il resto sono solo salite al Monte.
In novembre fino adesso abbiamo fatto solo la salita al Monte Calisio con i nostri compagni di tante escursioni durante l'estate Chiara e Max che ci hanno portato nella loro "palestra" di allenamento estiva. Carina la salita sul Calisio.
C'è da dire che ormai non ricordo neanche più una domenica con il bel tempo e questo non è che abbia favorito le nostre uscite. Speriamo che inizi a fare un pò di bel tempo...almeno la domenica.
giovedì 23 settembre 2010
è arrivato l'autunno
Ormai ci siamo l'estate è ufficialmente finita ma prima di fare bilanci vi devo ancora raccontare le ultime gite. Devo dire che ho un pò rallentato il ritmo infatti fra il week end in Austria e il Settembre Rotaliano che anche quest'anno è andato alla grande erano tre settimane che non andavo per monti e ho ripreso alla grande venerdì 11 settembre con la salita al Sass Rigais 3025mslm il mio primo tremila stagionale, anzi era qualche anno che non sforavo la quota l'ultima volta era al Rifugio Vioz. Splendida giornata partenza con calma io, Max, Chiara e Paschi, la Manu è rimasta a casa a studiare perché ha esami in questo periodo. Arriviamo a Santa Cristina, in Val Gardena parcheggiamo in località Daunei e da qui ci incamminiamo verso il rifugio Juac, avevamo già fatto questo sentiero qualche mese fa quando avevamo fatto il giro Rifugio Stevia - Rifugio Firenze.
Arrivati al Juac in poco meno di mezzora ci fermiamo a bere qualcosa e subito dopo ripartiamo. La giornata è fantastica limpida e in cielo non c'è una nuvola! Raggiunto il Rifugio Firenze proseguiamo verso il Sass Rigais prendiamo il sentiero che ci posta all'attacco della ferrata sul versante est. Si risale una valle di giaroni fino alla forcella fra il Sas Rigais e il Furcheda le due cime più alte delle Odle. Breve pausa e poi subito via visto che il Furcheda continua a scaricare sassi che ci passano anche relativamente vicino. Paschi non è in forma e preferisce tornare al Rifugio Firenze ed aspettarci lì, così proseguiamo in 3. La ferrata non è difficile e in non molto raggiungiamo la vetta dalla quale si ha un bellissimo panorama, stanno arrivando anche delle nuvolette ma niente di che. La discesa è per la ferrata del versante Sud, ma superati i pezzi di cordino poi si ha tutto un tratto di roccette che secondo me è meglio fare in su, e quindi fare il giro opposto a quello che abbiamo fatto noi. Verso le cinque raggiungiamo Paschi al rifugio, ci riposiamo un pò e poi torniamo alla macchina.
La domenica che anche è una giornata splendida partiamo io e la Manu per andare a fare un giretto in Brenta abbiamo poco tempo e così andiamo dal Pradel alla forcella Piz Galin. Non è un gran che specie la prima parte del sentiero ma in tre ore siamo andati e tornati.
Domenica 19 dopo che ha piovuto tutto il sabato mi sono alzato e in cielo splendeva un sole fantastico e così non ho resistito, la Manu sacrificava un altra domenica allo studio e io ho iniziato a chiamare i miei amici montanari ma alle 9 non sperando nella bella giornata dormivano ancora tutti, alla fine sono riuscito a organizzare con Gianni, Martina, Pero, Chiara e Max. La meta era la val Sarentino ma quando siamo stati a Bolzano c'erano tutte le strade chiuse per non so quale manifestazione e quindi abbiamo deviato il percorso verso la val di Tires destinazione rifugio Bolzano. Siamo partiti dai bagni di Lavina Bianca subito dopo Tires per un bel sentiero nel bosco, e poi su per una gola con delle passerelle in legno. I nostri amici erano in forma e così Chiara, Max, Gianni e Martina sono partiti con un buon passo mentre io e il Pero siamo saliti con calma...be dai le tabelle segnavano 3:50h e noi ci abbiamo messo 2:20h non mi lamento così ci siamo fatto una bella chiacchierata. Naturalmente ho omesso di dire al Pero che la gita era di 1300 metri di dislivello altrimenti si faceva troppo condizionare del dato :-)
Visto che uno dei ultimi week end di apertura dei rifugi ci siamo concessi un bel pranzetto. Dopo pranzo la temperatura è calata drasticamente e il Pero Gianni e Martina si sono avviati in giù mentre io Chiara e max siamo andati sulla cima del monte Pez. Bellissimo panorama anche da qui!
Arrivati al Juac in poco meno di mezzora ci fermiamo a bere qualcosa e subito dopo ripartiamo. La giornata è fantastica limpida e in cielo non c'è una nuvola! Raggiunto il Rifugio Firenze proseguiamo verso il Sass Rigais prendiamo il sentiero che ci posta all'attacco della ferrata sul versante est. Si risale una valle di giaroni fino alla forcella fra il Sas Rigais e il Furcheda le due cime più alte delle Odle. Breve pausa e poi subito via visto che il Furcheda continua a scaricare sassi che ci passano anche relativamente vicino. Paschi non è in forma e preferisce tornare al Rifugio Firenze ed aspettarci lì, così proseguiamo in 3. La ferrata non è difficile e in non molto raggiungiamo la vetta dalla quale si ha un bellissimo panorama, stanno arrivando anche delle nuvolette ma niente di che. La discesa è per la ferrata del versante Sud, ma superati i pezzi di cordino poi si ha tutto un tratto di roccette che secondo me è meglio fare in su, e quindi fare il giro opposto a quello che abbiamo fatto noi. Verso le cinque raggiungiamo Paschi al rifugio, ci riposiamo un pò e poi torniamo alla macchina.
La domenica che anche è una giornata splendida partiamo io e la Manu per andare a fare un giretto in Brenta abbiamo poco tempo e così andiamo dal Pradel alla forcella Piz Galin. Non è un gran che specie la prima parte del sentiero ma in tre ore siamo andati e tornati.
Domenica 19 dopo che ha piovuto tutto il sabato mi sono alzato e in cielo splendeva un sole fantastico e così non ho resistito, la Manu sacrificava un altra domenica allo studio e io ho iniziato a chiamare i miei amici montanari ma alle 9 non sperando nella bella giornata dormivano ancora tutti, alla fine sono riuscito a organizzare con Gianni, Martina, Pero, Chiara e Max. La meta era la val Sarentino ma quando siamo stati a Bolzano c'erano tutte le strade chiuse per non so quale manifestazione e quindi abbiamo deviato il percorso verso la val di Tires destinazione rifugio Bolzano. Siamo partiti dai bagni di Lavina Bianca subito dopo Tires per un bel sentiero nel bosco, e poi su per una gola con delle passerelle in legno. I nostri amici erano in forma e così Chiara, Max, Gianni e Martina sono partiti con un buon passo mentre io e il Pero siamo saliti con calma...be dai le tabelle segnavano 3:50h e noi ci abbiamo messo 2:20h non mi lamento così ci siamo fatto una bella chiacchierata. Naturalmente ho omesso di dire al Pero che la gita era di 1300 metri di dislivello altrimenti si faceva troppo condizionare del dato :-)
Visto che uno dei ultimi week end di apertura dei rifugi ci siamo concessi un bel pranzetto. Dopo pranzo la temperatura è calata drasticamente e il Pero Gianni e Martina si sono avviati in giù mentre io Chiara e max siamo andati sulla cima del monte Pez. Bellissimo panorama anche da qui!
mercoledì 8 settembre 2010
E' finito anche agosto
Non vi ho più aggiornato su come ho finito il mese di agosto. Eravamo restati con l'ultimo post a ferragosto, il week end dopo ci siamo concessi ancora due gite sabato e domenica.
Sabato siamo andati solo io e la Manu in Val di Fleres, l'obbiettivo era fare l'attraversata fra il rifugio Cremona e il Rifugio Tribulaun ma complice il fatto che non siamo partiti prestissimo la mattina tra la forma che ci stà un po' abbandonando siamo arrivati solo fino al Rifugio Cremona. Arrivare in val di Fleres non ci si mette poi così tanto in un ora e mezza eravamo al parcheggio. siamo partiti risalendo la valle per poi fare una deviazione sul versante sinistro orografico. Il posto è veramente bello il sentiero che sale è comodo e i panorami sono incantevoli. Al rifugio abbiamo ceduto a un piatto di pasta sembrava troppo buona ed infatti era buona! Poi siamo scesi ci siamo fermati in una malga a prendere il sole e bere qualcosa. La sera poi ci siamo incontrati a Bressanone con gli altri alla festa, gigantesca!
La sera siamo arrivati a casa che eravamo decisamente stanchi.
Nel frattempo Chiara e Max percorrevano i 2300 metri di dislivello in salita e in discesa per arrivare alla cima del Vioz! Bravi!!!
Domenica siamo andati con tutta la compagnia: Chiara, Max, Paschi, Ivan, Federica e si è aggregato anche l'Alfredo al Sas de Putia. Abbiamo fatto tutto il giro della montagna più la cima. La salita alla cima è un sentiero attrezzato ma non presenta particolari difficoltà dalla cima ovviamente si ha un bellissimo panorama, c'era abbastanza gente che saliva e scendeva. Nel scendere dalla cima la manu è scivolata, una caduta come tante, ma ha avvertito subito un gran dolore alle costole, dopo un attimo si è ripresa e siamo ripartiti, poi ha avuto male tutta la sera e quando è andata a farsi i raggi ha scoperto che la costola era rotta! Che sfortuna ma pian pianino sta ritornando in forma!
Sabato siamo andati solo io e la Manu in Val di Fleres, l'obbiettivo era fare l'attraversata fra il rifugio Cremona e il Rifugio Tribulaun ma complice il fatto che non siamo partiti prestissimo la mattina tra la forma che ci stà un po' abbandonando siamo arrivati solo fino al Rifugio Cremona. Arrivare in val di Fleres non ci si mette poi così tanto in un ora e mezza eravamo al parcheggio. siamo partiti risalendo la valle per poi fare una deviazione sul versante sinistro orografico. Il posto è veramente bello il sentiero che sale è comodo e i panorami sono incantevoli. Al rifugio abbiamo ceduto a un piatto di pasta sembrava troppo buona ed infatti era buona! Poi siamo scesi ci siamo fermati in una malga a prendere il sole e bere qualcosa. La sera poi ci siamo incontrati a Bressanone con gli altri alla festa, gigantesca!
La sera siamo arrivati a casa che eravamo decisamente stanchi.
Nel frattempo Chiara e Max percorrevano i 2300 metri di dislivello in salita e in discesa per arrivare alla cima del Vioz! Bravi!!!
Domenica siamo andati con tutta la compagnia: Chiara, Max, Paschi, Ivan, Federica e si è aggregato anche l'Alfredo al Sas de Putia. Abbiamo fatto tutto il giro della montagna più la cima. La salita alla cima è un sentiero attrezzato ma non presenta particolari difficoltà dalla cima ovviamente si ha un bellissimo panorama, c'era abbastanza gente che saliva e scendeva. Nel scendere dalla cima la manu è scivolata, una caduta come tante, ma ha avvertito subito un gran dolore alle costole, dopo un attimo si è ripresa e siamo ripartiti, poi ha avuto male tutta la sera e quando è andata a farsi i raggi ha scoperto che la costola era rotta! Che sfortuna ma pian pianino sta ritornando in forma!
domenica 15 agosto 2010
Ferragosto
Diciamo che il tempo non sia stato proprio clemente in questo ferragosto 2010 io e la Manu ce la siamo cavata però. Venerdì siamo andati sul monte dalla strada delle longhe abbiamo preso un pò di pioggia ma tutto sommato è carino anche con questo tempo. Sabato invece ci si aspettava un tempo anche peggiore del venerdì invece quando ci siamo alzati non era poi così male. Ho chiamato l'azienda turistica della Val Sarentino e mi hanno confermato che c'era il sole così abbiamo preso la macchina e siamo partiti destinazione nota i Stoanerne Mandln! Abbiamo parcheggiato lungo la strada fra Meltina e San Genesio siamo andati diretti fino ai Stoanerne Mandln anche perché il cielo non promette niente di buono di solito questi posti le vediamo pieni di neve ma anche d'estate è bello. Arrivati agli omini di pietra ci mangiamo qualcosa di quel poco che ci siamo portati e poi torniamo giù. Non ci fermiamo neanche alla malga a mangiare qualcosa per paura di prendere l'acqua. Riusciamo ad arrivare alla macchina senza prendere una goccia d'acqua e poi andiamo a farci un giretto a Merano.
Il giorno di ferragosto andiamo a San Martino in val Sarentino dopo la pioggia della sera prima il tempo si può dire sia bello. Prima di arrivare al parcheggio ci fermiamo lungo la strada dove troviamo la bottega del Pino Mugo
Qui ci comperiamo degli unguenti tutti a base di olio di pino mugo me lo sono messo sulle gambe sta sera che sensazione di freschezza bellissimo!
Parcheggiamo nei pressi della stazione a valle della funivia e partiamo con i nostri zaini dopo aver scambiato due chiacchiere con un vecchietto. Ci dirigiamo diretti alla Getrum alm quando siamo in vista della malga dopo aver percorso i 5km e i 540 metri di dislivello iniziamo a sentire qualche goccia allora visto che ormai è mezzogiorno entriamo alla malga e ordiamo un buon pranzetto! Per fortuna durante il pranzo il tempo migliora e quindi quando ripartiamo possiamo andare a fare un giro in questi splendidi posti cosi' deviamo il nostro percorso verso la cima Sattele prima passiamo per un laghetto e poi arriviamo alla cima dopo essere passati una cresta assai ventosa. In poco ridiscendiamo velocemente alla stazione monte della funivia che in pochi minuti ci posta alla macchina, per il tempo che era siamo riusciti a farci un bel giretto e probabilmente ci torneremo quest'inverno magari a festeggiare il compleanno della Manu!
Il giorno di ferragosto andiamo a San Martino in val Sarentino dopo la pioggia della sera prima il tempo si può dire sia bello. Prima di arrivare al parcheggio ci fermiamo lungo la strada dove troviamo la bottega del Pino Mugo
Qui ci comperiamo degli unguenti tutti a base di olio di pino mugo me lo sono messo sulle gambe sta sera che sensazione di freschezza bellissimo!
Parcheggiamo nei pressi della stazione a valle della funivia e partiamo con i nostri zaini dopo aver scambiato due chiacchiere con un vecchietto. Ci dirigiamo diretti alla Getrum alm quando siamo in vista della malga dopo aver percorso i 5km e i 540 metri di dislivello iniziamo a sentire qualche goccia allora visto che ormai è mezzogiorno entriamo alla malga e ordiamo un buon pranzetto! Per fortuna durante il pranzo il tempo migliora e quindi quando ripartiamo possiamo andare a fare un giro in questi splendidi posti cosi' deviamo il nostro percorso verso la cima Sattele prima passiamo per un laghetto e poi arriviamo alla cima dopo essere passati una cresta assai ventosa. In poco ridiscendiamo velocemente alla stazione monte della funivia che in pochi minuti ci posta alla macchina, per il tempo che era siamo riusciti a farci un bel giretto e probabilmente ci torneremo quest'inverno magari a festeggiare il compleanno della Manu!
venerdì 13 agosto 2010
Texelgruppe
Briefing il giovedì sera a casa di Chiara e Max per decidere dove andare a fare una tre giorni alla fine la scelta ricade su un giro nel Gruppo di Tessa Rifugio Plan il venerdì e Rifugio Petrarca il sabato, speriamo che ci sia posto per dormire...
Partiamo verso l'una e circa due ore dopo siamo a Plan le montagne si presentano col vestito invernale non sarà facile fare delle cime con tutta quella neve. Partiamo il tempo non è splendido, io chiamo il rifugio e dico che ci incamminiamo il gestore mi dice che c'è vento lo sento poco convinto ma siamo lì e partiamo. Ci sono dei bei prati che portano fin sotto le cime che viste da qua sotto danno una certa soggezione. Dopo neanche dieci minuti inizia a piovere da prima poco e poi aumenta d'intensità, la Manu inizia a essere dubbiosa del fatto che possiamo arrivare al rifugio con questo tempo forte della sua esperienza di montagna ormai decennale, io non mi pronuncio mentre Chiara e Max non hanno voglia di farsi rovinare il programma da un pò d'acqua e vogliono continuare. Per fortuna c'è una malga a circa 2200 metri il rifugio è a 2980 i dubbi della Manu sono dovuti anche alla quota del rifugio. Man mano che ci alziamo di quota fa sempre più freddo il vento soffia sempre più forte e in prossimità della malga inizia anche a grandinare, corriamo a riparaci nella malga dove mentre aspettiamo che smetta ci beviamo un caffè. Dopo circa un ora smette sembra migliorare ma lassù a 3000 le nuvole sono ancora fitte. C'è dell'indecisione cosa facciamo torniamo al paese o andiamo al rifugio? Ci toglie ogni dubbio il gestore del rifugio che ci consiglia di tornare al paese perché su è in corso una bufera di neve. Giriamo i tacchi e torniamo a Plan, ci prendiamo un alberghetto e la sera andiamo a cena in un bel ristorantino mangiamo bene beviamo qualche birra e facciamo quattro chiacchiere tutto sommato una bella serata, dovevamo essere in rifugio ma va bene anche così!
La mattina dopo alle 7 siamo già in piedi facciamo colazione e partiamo il tempo non è fantastico ci sono delle nuvole ma almeno non piove saliamo al rifugio Plan in circa tre ore fa freddo su a 2980 ci vogliono giacca e guanti. Nonostante la neve il sentiero non presenta difficoltà, il rifugio è carino ci beviamo un caffè alla tedesca firmiamo il libro del rifugio, io spedisco le cartoline di rito e poi ci prepariamo per la discesa, l'obbiettivo è il rifugio Petrarca dove ci hanno detto che non c'è posto per dormire ma noi ci speriamo!
Il sentiero è bellissimo rimane sempre più o meno in quota siamo attorno ai 2300-2400 metri ci sono un sacco di marmotte che fischiano al nostro arrivo e gironzolano. Lo zaino mio e della manu è pesante e si fa sentire sulla schiena per di più finiamo l'acqua quando mancano ancora due ore al rifugio. Dopo 7 ore e mezza dalla partenza da Plan arriviamo al rifugio io sono molto stanco e mi fanno molto male le spalle per il primo momento non ce la faccio neanche sollevare le braccia, ho una sete tremenda vado subito dentro al rifugio e prendo una coca media e mezzo di acqua per la Manu e una spuma e un radler per me tutto medio. Il Max e la Chiara ci hanno staccato nell'ultima salita al rifugio sono proprio super in forma!
Mentre ordino chiedo anche se c'è posto per dormire, l'idea di rimettermi lo zaino per farmi 1400 metri di discesa non è che mi aggrada più di tanto ma mi rispondono che non c'è posto. Dopo esserci riposati un po' decidiamo di ripartire altrimenti diventa troppo tardi, ma ci accorgiamo che c'è gente che ha preso un posto letto e ha chiesto dopo di noi e così Max entra di nuovo a chiedere e questa volta ci dicono che c'è posto, mach che strano ma va bene così posiamo gli zaini su nel tavolato e andiamo a berci una birra sulle panchine al sole si sta' proprio bene, io e la Manu abbiamo fame e così ci prendiamo un piatto di speck. Concludiamo la serata dopo esserci mangiati, gli uomini canederli e le donne pastina in brodo, con un bel scopone scientifico, nel frattempo gli altri che sono al rifugio con noi bevono come i matti non sembra di essere in un rifugio a 2800 metri di altezza.
Dopo la notte passata nel tavolato, cioè nel sotto tetto c'è una fila di materassi messi uno a fianco dell'altro a formare un lette gigantesco, ci siamo alzati verso le 6:30 io la Manu siamo scesi a vedere com'era il tempo e c'erano ancora parecchie nuvole, volevamo andare fino alla forcella lì vicina ma il sentiero si era tutto ghiacciato quindi abbiamo preferito aspettare. Verso le sette abbiamo colazionato e ci hanno raggiunti anche Chiara e Max poi siamo usciti tutti e abbiamo guardato le condizioni dei sentieri e ci siamo fatti un giro fino alla forcella che adesso è un po' meno giacciata. Siamo un po' indecisi sul da farsi la Chiara e Max vorrebbero fare la cima Hohe Weiße allora chiedo al gestore del rifugio com'è il sentiero per raggiungerla ma lui mi sconsiglia di farla che non ci sono le condizioni adatte, alla fine desistono tutti e ci avviamo verso Plan. Il sentiero scende velocemente a valle è bello largo e ben segnato, non impieghiamo molto a raggiungere nel fondo valle la Lazinsersalm, bellissima malga dove ci concediamo finalmente una fetta di strudel. Ripartiamo e visto che è ancora presto per tornare a casa e il tempo anche se non è dei migliori sembra tenere decidiamo di fare una deviazione fino al lago Erensee. La Chiara è il gran forma e parte a un ritmo decisamente troppo alto per me e la Manu che accusiamo anche il peso dei nostri zaini e così ci ricongiungiamo solo al lago dove per fortuna di tanto in tanto si fa vedere anche il sole e possiamo svaccarci un po'.
Partiamo verso l'una e circa due ore dopo siamo a Plan le montagne si presentano col vestito invernale non sarà facile fare delle cime con tutta quella neve. Partiamo il tempo non è splendido, io chiamo il rifugio e dico che ci incamminiamo il gestore mi dice che c'è vento lo sento poco convinto ma siamo lì e partiamo. Ci sono dei bei prati che portano fin sotto le cime che viste da qua sotto danno una certa soggezione. Dopo neanche dieci minuti inizia a piovere da prima poco e poi aumenta d'intensità, la Manu inizia a essere dubbiosa del fatto che possiamo arrivare al rifugio con questo tempo forte della sua esperienza di montagna ormai decennale, io non mi pronuncio mentre Chiara e Max non hanno voglia di farsi rovinare il programma da un pò d'acqua e vogliono continuare. Per fortuna c'è una malga a circa 2200 metri il rifugio è a 2980 i dubbi della Manu sono dovuti anche alla quota del rifugio. Man mano che ci alziamo di quota fa sempre più freddo il vento soffia sempre più forte e in prossimità della malga inizia anche a grandinare, corriamo a riparaci nella malga dove mentre aspettiamo che smetta ci beviamo un caffè. Dopo circa un ora smette sembra migliorare ma lassù a 3000 le nuvole sono ancora fitte. C'è dell'indecisione cosa facciamo torniamo al paese o andiamo al rifugio? Ci toglie ogni dubbio il gestore del rifugio che ci consiglia di tornare al paese perché su è in corso una bufera di neve. Giriamo i tacchi e torniamo a Plan, ci prendiamo un alberghetto e la sera andiamo a cena in un bel ristorantino mangiamo bene beviamo qualche birra e facciamo quattro chiacchiere tutto sommato una bella serata, dovevamo essere in rifugio ma va bene anche così!
La mattina dopo alle 7 siamo già in piedi facciamo colazione e partiamo il tempo non è fantastico ci sono delle nuvole ma almeno non piove saliamo al rifugio Plan in circa tre ore fa freddo su a 2980 ci vogliono giacca e guanti. Nonostante la neve il sentiero non presenta difficoltà, il rifugio è carino ci beviamo un caffè alla tedesca firmiamo il libro del rifugio, io spedisco le cartoline di rito e poi ci prepariamo per la discesa, l'obbiettivo è il rifugio Petrarca dove ci hanno detto che non c'è posto per dormire ma noi ci speriamo!
Il sentiero è bellissimo rimane sempre più o meno in quota siamo attorno ai 2300-2400 metri ci sono un sacco di marmotte che fischiano al nostro arrivo e gironzolano. Lo zaino mio e della manu è pesante e si fa sentire sulla schiena per di più finiamo l'acqua quando mancano ancora due ore al rifugio. Dopo 7 ore e mezza dalla partenza da Plan arriviamo al rifugio io sono molto stanco e mi fanno molto male le spalle per il primo momento non ce la faccio neanche sollevare le braccia, ho una sete tremenda vado subito dentro al rifugio e prendo una coca media e mezzo di acqua per la Manu e una spuma e un radler per me tutto medio. Il Max e la Chiara ci hanno staccato nell'ultima salita al rifugio sono proprio super in forma!
Mentre ordino chiedo anche se c'è posto per dormire, l'idea di rimettermi lo zaino per farmi 1400 metri di discesa non è che mi aggrada più di tanto ma mi rispondono che non c'è posto. Dopo esserci riposati un po' decidiamo di ripartire altrimenti diventa troppo tardi, ma ci accorgiamo che c'è gente che ha preso un posto letto e ha chiesto dopo di noi e così Max entra di nuovo a chiedere e questa volta ci dicono che c'è posto, mach che strano ma va bene così posiamo gli zaini su nel tavolato e andiamo a berci una birra sulle panchine al sole si sta' proprio bene, io e la Manu abbiamo fame e così ci prendiamo un piatto di speck. Concludiamo la serata dopo esserci mangiati, gli uomini canederli e le donne pastina in brodo, con un bel scopone scientifico, nel frattempo gli altri che sono al rifugio con noi bevono come i matti non sembra di essere in un rifugio a 2800 metri di altezza.
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| 2010_08_06-08 Gruppo di Tessa |
Dopo la notte passata nel tavolato, cioè nel sotto tetto c'è una fila di materassi messi uno a fianco dell'altro a formare un lette gigantesco, ci siamo alzati verso le 6:30 io la Manu siamo scesi a vedere com'era il tempo e c'erano ancora parecchie nuvole, volevamo andare fino alla forcella lì vicina ma il sentiero si era tutto ghiacciato quindi abbiamo preferito aspettare. Verso le sette abbiamo colazionato e ci hanno raggiunti anche Chiara e Max poi siamo usciti tutti e abbiamo guardato le condizioni dei sentieri e ci siamo fatti un giro fino alla forcella che adesso è un po' meno giacciata. Siamo un po' indecisi sul da farsi la Chiara e Max vorrebbero fare la cima Hohe Weiße allora chiedo al gestore del rifugio com'è il sentiero per raggiungerla ma lui mi sconsiglia di farla che non ci sono le condizioni adatte, alla fine desistono tutti e ci avviamo verso Plan. Il sentiero scende velocemente a valle è bello largo e ben segnato, non impieghiamo molto a raggiungere nel fondo valle la Lazinsersalm, bellissima malga dove ci concediamo finalmente una fetta di strudel. Ripartiamo e visto che è ancora presto per tornare a casa e il tempo anche se non è dei migliori sembra tenere decidiamo di fare una deviazione fino al lago Erensee. La Chiara è il gran forma e parte a un ritmo decisamente troppo alto per me e la Manu che accusiamo anche il peso dei nostri zaini e così ci ricongiungiamo solo al lago dove per fortuna di tanto in tanto si fa vedere anche il sole e possiamo svaccarci un po'.
giovedì 12 agosto 2010
il piccolo Macchia
Domenica e quindi gita in montagna! L'obbiettivo odierno è la cima Hochwald - Cima Vedetta Alta si parte da poco sopra San Pancrazio in Val d'Ultimo. Ci troviamo con gli altri alla Zuffo di Mezzocorona e cioè il parcheggio fuori dall'autostrada alle 7:30. Tutti puntuali partimo. Rispetto a domenica scorsa c'è in più la Bibi e in meno L'Emanuela, rimaniamo comunque un bel gruppetto di 7, fino a qualche tempo fa mettere assieme 7 persone per andare in montagna era un impresa per andare a fare 1500 metri di dislivello poi era impossibile! Dopo esserci fermati a San Pancrazio a bere un caffè e dopo le non poche difficoltà ad arrivare all'attacco del sentiero partiamo. Poco dopo esserci incamminati sentiamo nel bosco un miagolio, è un micetto piccolino che ci viene incontro e inizia seguici, all'inizio è tutto pimpante corre di qua e di la ma poi inizia a fare fatica, ma comunque continua a seguirci noi lo chiameremo Macchia come il cane nel racconto di Jak London interpretato da paolini al rifugio Vajolet. Ci segue finché non arriviamo alla prima malga dove ci sono delle mucche e qui capiamo che le mucche non vanno d'accordo con i gatti. Il piccolo macchia ormai stremato dalla fatica viene fermato da una mucca piuttosto aggressiva, noi non possiamo fare niente per lui e lo lasciamo al suo destino, del tronde Macchia tornava sempre nel racconto.
La salita è più piacevole anche se la mancanza di Macchia rattristisce (per modo di dire) tutti noi e così iniziamo a dire cazzate del tipo pubblicità della Saratoga "Brava Giovanna Brava!!!"
Al grido di brava Giovanna brava arriviamo alla seconda malga sotto la Cima. Abbiamo già fatto 1000 metri di dislivello e decidiamo di proseguire sciogliendo le righe e cioè ognuno con la sua andatura e cioè il più veloce possibile. Parto davanti io e dopo un po' mi sposto e lascio il passo a Ivan...errore Ivan si mette a correre io non ce la faccio a tenere il passo e così vanno via lui Max e Paschi, riesco sulla salita a riprendere Paschi e poi l'ascesa me la faccio in solitaria fino alla Cima. Su c'è un bel po' di gente e un bel panorama sulla Val Venosta. Chi prima e chi dopo arrivano tutti mangiamo qualcosa foto di gruppo e firme sul libro di vetta e poi torniamo giù alla malga a bere qualcosa, ci svacchiamo e poi ci avviamo alla malga. Un altra bella domenica grazie ragazzi!
La salita è più piacevole anche se la mancanza di Macchia rattristisce (per modo di dire) tutti noi e così iniziamo a dire cazzate del tipo pubblicità della Saratoga "Brava Giovanna Brava!!!"
Al grido di brava Giovanna brava arriviamo alla seconda malga sotto la Cima. Abbiamo già fatto 1000 metri di dislivello e decidiamo di proseguire sciogliendo le righe e cioè ognuno con la sua andatura e cioè il più veloce possibile. Parto davanti io e dopo un po' mi sposto e lascio il passo a Ivan...errore Ivan si mette a correre io non ce la faccio a tenere il passo e così vanno via lui Max e Paschi, riesco sulla salita a riprendere Paschi e poi l'ascesa me la faccio in solitaria fino alla Cima. Su c'è un bel po' di gente e un bel panorama sulla Val Venosta. Chi prima e chi dopo arrivano tutti mangiamo qualcosa foto di gruppo e firme sul libro di vetta e poi torniamo giù alla malga a bere qualcosa, ci svacchiamo e poi ci avviamo alla malga. Un altra bella domenica grazie ragazzi!
e sono tre...
...le albe di questo 2010, la prima l'abbiamo fatta solo io e la Manu, la seconda con Teo Cri, gianni e Lara e questa che per noi è la terza e l'ultima con Luca, Elena e il loro bambino che attualmente è ancora nel pancione. E' ancora nel pancione ed è già andata a un alba!!! Un/a grande!
Pariamo il venerdì sera ci fermiamo a mangiare una pizza al zum Traube e poi su a Cavalese a forza di chiacchiere quando guardiamo l'orologio sono è già mezzanotte dobbiamo andare a dormire! La sveglia suona alle 4:00 ci alziamo e in men che non si dica siamo già per strada destinazione Passo San Pellegrino. C'è meno gente della settimana scorsa almeno questa è l'impressione quando arriviamo al parcheggio. Prendiamo la funivia che ci porta sul Col Margherita e lì per una comoda discesa arriviamo nel punto dove fanno lo spettacolo, c'è un bellissimo panorama sulle Pale e il Luca esterna tutta la sua voglia di montagna dicendo: "andrei lì e l' abbraccerei tutta quella roccia!"
Alle 6:00 come da programma inizia il suo monologo, come sempre presentato da Chiara Bassetti, Moni Ovadia. Lo spettacolo in tutto dura quasi un ora e mezza molto interessante ma devo dire che i violoncellisti sono stati più belli ed emozionanti.
La giornata è fantastica, la Elena se pur incinta è in forma e se la sentirebbe di fare il giro fino alla cima di Juribrutto il Luca però la tiene a freno così loro decidono di andare al Rifugio Fuciade e noi anche, Così riscendiamo con la funivia e con la macchina andiamo al parcheggio per andare al Rifugio Fuciade, io e la Manu già che siamo lì decidiamo di andare fino alla Forca Rossa e così anche la Elena e il Luca vengono con noi per il primo pezzettino. Ci ritroviamo dopo un paio d'ore al rifugio dove ci fermiamo a prendere un pò di sole e poi scendiamo a Moena a fare un giretto e mangiare un gelato. Devo ringraziare la Elena e il Luca che sono sempre una compagnia deliziosa!
Pariamo il venerdì sera ci fermiamo a mangiare una pizza al zum Traube e poi su a Cavalese a forza di chiacchiere quando guardiamo l'orologio sono è già mezzanotte dobbiamo andare a dormire! La sveglia suona alle 4:00 ci alziamo e in men che non si dica siamo già per strada destinazione Passo San Pellegrino. C'è meno gente della settimana scorsa almeno questa è l'impressione quando arriviamo al parcheggio. Prendiamo la funivia che ci porta sul Col Margherita e lì per una comoda discesa arriviamo nel punto dove fanno lo spettacolo, c'è un bellissimo panorama sulle Pale e il Luca esterna tutta la sua voglia di montagna dicendo: "andrei lì e l' abbraccerei tutta quella roccia!"
Alle 6:00 come da programma inizia il suo monologo, come sempre presentato da Chiara Bassetti, Moni Ovadia. Lo spettacolo in tutto dura quasi un ora e mezza molto interessante ma devo dire che i violoncellisti sono stati più belli ed emozionanti.
La giornata è fantastica, la Elena se pur incinta è in forma e se la sentirebbe di fare il giro fino alla cima di Juribrutto il Luca però la tiene a freno così loro decidono di andare al Rifugio Fuciade e noi anche, Così riscendiamo con la funivia e con la macchina andiamo al parcheggio per andare al Rifugio Fuciade, io e la Manu già che siamo lì decidiamo di andare fino alla Forca Rossa e così anche la Elena e il Luca vengono con noi per il primo pezzettino. Ci ritroviamo dopo un paio d'ore al rifugio dove ci fermiamo a prendere un pò di sole e poi scendiamo a Moena a fare un giretto e mangiare un gelato. Devo ringraziare la Elena e il Luca che sono sempre una compagnia deliziosa!
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| 2010_07_31 Col Margherita - Forca Rossa |
lunedì 9 agosto 2010
Troppe gite
Ormai non ce la faccio più ad aggiornare il blog...troppe escursioni...domenica 25 abbiamo conquistato la vetta di Cima Undici in alta Val Venosta, compagnia numerosa c'eravamo io, Manu, Chiara, Max, Emanuela, Paschi e Ivan. Siamo partiti da San Valentino alla Muta dopo due ore di macchina che ci hanno portato nell'unica zona dove c'erano nuvole. Le ragazze erano molto contente! La prima parte del percorso era da prima su strada asfaltata che poi è diventata forestale e poi sentiero, con una bellissima vista sul lago di Resia ad un certo punto il sentiero torna praticamente indietro e si inizi a salire sulla montagna la salita che porta a cima 11 è spettacolare lunga bella ripida, la Chiara e sorella hanno un bel ritmo e io e la Manu facciamo quasi fatica a stargli dietro "per fortuna" fa freddo e così riusciamo prenderli quando si fermano per mettersi una maglia. La croce di vetta è ricoperta di ghiaccio non ne avevo mai viste così siamo a quasi 3000 metri. La discesa dall'altro versante della vetta non è meno spettacolare della salita. Perdiamo quota in un lampo e appena fa un pò più caldo ci fermiamo a mangiare, Paschi pensava ci fosse un rifugio dove potersi rifocillare e così si deve accontentare di quello che gli offrono. Con la pancia piena ci portiamo alla stazione a monte della funivia che ci riporta a San Valentino. Nell'attesa che parta io mi diverto a scendere con una specie di "camera d'aria" per una pista di plastica...
lunedì 2 agosto 2010
e sono due...
Sabato 24 un altra alzataccia infatti alle 3:30 eravamo già in macchina per partire alla volta del Passo Rolle. Sono passati a prenderci il Teo e la Cristiana e poi ci siamo trovati con Lara e Ste, erano tutti alla loro prima Alba delle Dolomiti. La strada per il Rolle è praticamente una processione di macchine e su i posteggi sono tutti pieni. Troviamo un posticino un po' "sportivo" e parcheggiamo. Ci avviamo a piedi verso il monte Castellazzo, fa freddo ci saranno 5°C! E' pieno di gente e si cammina su strada forestale quindi si è decisamente comodi, lo spettacolo lo fanno ai piedi del Castellazzo quindi prima di quanto mi aspettavo arriviamo, c'è un infinità di gente. Ci accampiamo siamo piuttosto organizzati con materassini coperte sacchi a pelo giacche ma nonostante questo il freddo si fa sentire ugualmente!
Il concerto è veramente bello c'è Brunello e sono in tutto 24 violoncelli le sinfonie sono davvero sublimi e il posto è veramente bello con le spettacolari pale di San Martino a fare da cornice.
Finito il concerto iniziano ad arrivare le nuvole decidiamo ugualmente di salire sulla Cima del Castellazzo come le altre 2000 persone presenti Gianni non è proprio felice in quanto la salita se pur breve è alquanto ripida. Scesi dal Castellazzo ci dirigiamo verso la baita Segantini e qui ci prendiamo qualcosa di caldo e poi visto che sta per iniziare a piovere prendiamo il pulmino per ritornare al Rolle.
Il concerto è veramente bello c'è Brunello e sono in tutto 24 violoncelli le sinfonie sono davvero sublimi e il posto è veramente bello con le spettacolari pale di San Martino a fare da cornice.
Finito il concerto iniziano ad arrivare le nuvole decidiamo ugualmente di salire sulla Cima del Castellazzo come le altre 2000 persone presenti Gianni non è proprio felice in quanto la salita se pur breve è alquanto ripida. Scesi dal Castellazzo ci dirigiamo verso la baita Segantini e qui ci prendiamo qualcosa di caldo e poi visto che sta per iniziare a piovere prendiamo il pulmino per ritornare al Rolle.
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| 2010_07_27 Alba delle Dolomiti Brunello |
giovedì 22 luglio 2010
io berrei un' altra Weissen
Il titolo del post lo dedico a Paschi e alla sua frase che dopo esserci bevuti una weissen media a optato per un altro giro e devo dire che ha avuto ragione!
Ma partiamo dall'inizio questa domenica (18 luglio) si fa gita solo uomini, infatti Chiara è via e la Manu studia, niente gite studio questa settimana e si sono visti i risultati 30 e lode e 30 dei due esami...
Partiamo con calma io, Paschi e Max destinazione Val Gardena. La giornata non è fantastica infatti ci sono parecchie nuvolette. Parcheggiamo a Daunei una frazione di Selva di Val Gardena e da li imbocchiamo da prima la strada e poi il sentiero in direzione del Rifugio Stevia. L'aria è frizzante bella limpida non fa caldo ma si sta veramente bene, appena entriamo nel bosco incontriamo uno scoiattolo che non sembra molto preoccupato della nostra presenza. Su un gradevole sentiero arriviamo al rifugio Juac non ci fermiamo neanche e imbocchiamo il sentiero che porta al rifugio Stevia è bello, tenuto bene e si inerpica sulla montagna fra la roccia e con uno splendido panorama sul Sella e il Sassolungo. Il Rifugio è una zona fantastica il panorame è veramente bello. Ci fermiamo al rifugio a mangiare un wurstel e poi riprendiamo il sentiero che sale ancora un po' verso la forcella, i prati sono pieni di stelle alpine spettacolo.
Adesso il sentiero inizia a scendere e con una pendenza molto accentuata è molto bello anche questo sentiero in un ambiente severo e affascinante. Arriviamo così al rifugio Firenze e li poi com'è andata a finire ve l'ho già detto.
Ma partiamo dall'inizio questa domenica (18 luglio) si fa gita solo uomini, infatti Chiara è via e la Manu studia, niente gite studio questa settimana e si sono visti i risultati 30 e lode e 30 dei due esami...
Partiamo con calma io, Paschi e Max destinazione Val Gardena. La giornata non è fantastica infatti ci sono parecchie nuvolette. Parcheggiamo a Daunei una frazione di Selva di Val Gardena e da li imbocchiamo da prima la strada e poi il sentiero in direzione del Rifugio Stevia. L'aria è frizzante bella limpida non fa caldo ma si sta veramente bene, appena entriamo nel bosco incontriamo uno scoiattolo che non sembra molto preoccupato della nostra presenza. Su un gradevole sentiero arriviamo al rifugio Juac non ci fermiamo neanche e imbocchiamo il sentiero che porta al rifugio Stevia è bello, tenuto bene e si inerpica sulla montagna fra la roccia e con uno splendido panorama sul Sella e il Sassolungo. Il Rifugio è una zona fantastica il panorame è veramente bello. Ci fermiamo al rifugio a mangiare un wurstel e poi riprendiamo il sentiero che sale ancora un po' verso la forcella, i prati sono pieni di stelle alpine spettacolo.
Adesso il sentiero inizia a scendere e con una pendenza molto accentuata è molto bello anche questo sentiero in un ambiente severo e affascinante. Arriviamo così al rifugio Firenze e li poi com'è andata a finire ve l'ho già detto.
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| 2010_07_18 Rifugio Stevia |
Il punto più alto
Il punto più alto perché sabato abbiamo raggiunto la cima del Sassopiatto 2954 mslm il punto più alto del 2010, io e la manu ci eravamo già portati a Cavalese la sera del venerdì abbiamo dormito un po' e alle 4 è suonata la sveglia subito pronti e siamo partiti per quel di Campitello di Fassa, qui abbiamo preso la funivia per il Col Rodella. Purtroppo abbiamo perso quasi un quarto d'ora perché quando siamo arrivati noi stava partendo e abbiamo dovuto aspettare la corsa dopo...così siamo arrivati in cima che erano le 5:30. Con passo svelto io e Bobo abbiamo superato un' infinità di persone e siamo riusciti ad arrivare al Rifugio Pertini in tempo alle ore 6:00 per l'inizio dello spettaccolo de i Suini delle Dolomiti con Erri De Luca. Ci siamo "accampati" e ci siamo goduti lo spettacolo. devo dire che fa piuttosto fresco la mattina alle 6:00 a 2300 metri.
Erri ha parlato ininterrottamente per un' ora secca di svariati argomenti ma è stato molto piacevole stare lì ad ascoltarlo.
Finito lo spettacolo ci siamo incamminati verso il Rifugio Sassopiatto c'era veramente tanta gente all'alba e adesso è tutta sul sentiero, a me ma neanche alla Manu non piace particolarmente avere troppa compagnia quando si è sui sentieri. Per fortuna abbiamo un passo mediamente molto più veloce e in men che non si dica arriviamo al rifugio Sassopiatto, qui non ci fermiamo neanche se non per toglierci i pantaloni lunghi e poi su sul versante sud del Sassopiatto. Il sentiero da prima è fra i prati e poi inizia a salire fra ghiaioni e roccette. Non sempre è chiaro dove bisogna andare infatti sbaglio e così invece che prendere il sentiero che porta sulla cima del Sassopiatto ne prendo uno che porta su una cima più a est. Ci mangiamo i 600 metri di dislivello in poco più di un' ora ma arrivati in cima subito ci siamo resi conto che la vetta che dobbiamo conquistare è un centinaio di metri più n la e adesso siamo proprio sulla cresta e sotto di noi precipita la parete verticale e si ha una splendida vista sul Sassolungo. L'attraversamento è assolutamente tranquillo infatti lo facciamo senza alcuna difficoltà. Facciamo una foto sulla vetta e poi giù dal sentiero giusto però questa volta. La fame inizia a farsi sentire e così anche la sete, quindi arrivati al Rifugio Pertini ci prendiamo due radler e una fetta di crostata...molto meglio. Ormai sembra di essere alla fiera c'è gente ovunque, noi andiamo a prendere la funivia e per mezzogiorno e mezzo siamo alla macchina. Bella la cima assolutamente fattibile da tutti ma la prossima volta voglio conquistarla dall'altro versante...dalla via ferrata Oskar Schuster.
Erri ha parlato ininterrottamente per un' ora secca di svariati argomenti ma è stato molto piacevole stare lì ad ascoltarlo.
Finito lo spettacolo ci siamo incamminati verso il Rifugio Sassopiatto c'era veramente tanta gente all'alba e adesso è tutta sul sentiero, a me ma neanche alla Manu non piace particolarmente avere troppa compagnia quando si è sui sentieri. Per fortuna abbiamo un passo mediamente molto più veloce e in men che non si dica arriviamo al rifugio Sassopiatto, qui non ci fermiamo neanche se non per toglierci i pantaloni lunghi e poi su sul versante sud del Sassopiatto. Il sentiero da prima è fra i prati e poi inizia a salire fra ghiaioni e roccette. Non sempre è chiaro dove bisogna andare infatti sbaglio e così invece che prendere il sentiero che porta sulla cima del Sassopiatto ne prendo uno che porta su una cima più a est. Ci mangiamo i 600 metri di dislivello in poco più di un' ora ma arrivati in cima subito ci siamo resi conto che la vetta che dobbiamo conquistare è un centinaio di metri più n la e adesso siamo proprio sulla cresta e sotto di noi precipita la parete verticale e si ha una splendida vista sul Sassolungo. L'attraversamento è assolutamente tranquillo infatti lo facciamo senza alcuna difficoltà. Facciamo una foto sulla vetta e poi giù dal sentiero giusto però questa volta. La fame inizia a farsi sentire e così anche la sete, quindi arrivati al Rifugio Pertini ci prendiamo due radler e una fetta di crostata...molto meglio. Ormai sembra di essere alla fiera c'è gente ovunque, noi andiamo a prendere la funivia e per mezzogiorno e mezzo siamo alla macchina. Bella la cima assolutamente fattibile da tutti ma la prossima volta voglio conquistarla dall'altro versante...dalla via ferrata Oskar Schuster.
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| 2010_07_17 Erri de Luca e Cima Sassopiatto |
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Associazioni di Filip.
- SAT sez. Mezzocorona - Socio ordinario
- Pro Loco di Mezzocorona - Socio
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Best time Filip al Monte di Mezzocorona
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- 34:54 2007-05-08
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- 35:41 2009-05-05
- 36:07 2007-08-01
- 38:20 2007-10-11
- 39:33 2007-06-19
- 43:16 2007-07-12
- 43:29 2007-06-20
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- 46:22 2007-08-07
- 46:43 2007-12-01
- 50:28 2007-09-29
- 52:59 2008-01-03
- 53:59 2007-12-02
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- 57:19 2007-12-15
I Rifugi che ho raggiunto
- Adamello - Rifugio Carè Alto
- Brenta - Rifugio Croz dell'Altissimo
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- Brenta - Rifugio Selvata
- Brenta - Rifugio Tosa
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- Catinaccio - Rifugio Vajolet
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- Dolomiti di Sesto - Rifugio Pian di Cengia
- Dolomiti di Sesto - Rifugio Zsigmondy Còmici
- Finonchio - Rifugio Finonchio Fratelli Filzi
- Gruppo Cima d'Asta - Rifugio Caldenave
- Gruppo di Tessa - Rifugio Petrarca / Stettiner Hutte
- Gruppo di Tessa - Rifugio Plan / Zwickauer Hutte
- Lagorai - Rifugio Cauriol
- Lagorai - Rifugio Lago di Erdemolo
- Lagorai - Rifugio Sette Selle
- Lagorai - Rifugio Tonini
- Latemar - Rifugio Torre di Pisa
- Marmolada - Rifugio Capanna Punta Penia
- Marmolada - Rifugio Contrin
- Marmolada - Rifugio Falier
- Monzoni - Rifugio Fuciade
- Monzoni - Rifugio Passo le Selle
- Monzoni - Rifugio passo San Nicolò
- Ortles Cevedale - Rifugio Dorigoni
- Ortles Cevedale - Rifugio Guido Larcher al Cevedale
- Ortles Cevedale - Rifugio Mantova al Vioz
- Ortles Cevedale - Rifugio Stella Alpina al Lago Corvo
- Pale di San Martino - Rifugio Pradidali
- Puetz Odle - Rifugio Firenze
- Puetz Odle - Rifugio Genova
- Puetz Odle - Rifugio Juac
- Puetz Odle - Rifugio Stevia
- Sciliar - Rifugio Bolzano
- Sciliar - Rifugio Monte Cavone (Tschafonhutte)
Le mie cime
- 3343 mslm Punta Penia - Marmolada
- 3011 mslm Cima Ombretta Orientale - Marmolada
- 2958 mslm Cima Sassopiatto - Sassopiatto
- 2926 mslm Cima Undici - Alpi Venoste
- 2636 mslm Cima Trenta - Gruppo delle Maddalene
- 2494 mslm Monte Cauriol - Lagorai
- 2488 mslm Pala di Santa - Dolomiti di Fiemme
- 2442 mslm Cima Caldenave - Gruppo cima D'Asta
- 2439 mslm Corno Nero - Dolomiti di Fiemme
- 2434 mslm Monte Luco - Gruppo delle Maddalene
- 2316 mslm Corno Bianco - Dolomiti di Fiemme
- 2253 mslm Croz de Conseria - Gruppo cima D'Asta
- 2253 mslm Cima Nassere - Gruppo cima D'Asta
- 2180 mslm Cornetto - Bondone
- 2140 mslm Doss d'Abramo - Bondone
- 2116 mslm Monte Roen - Catena della Mendola
- 2090 mslm Monte Palon - Bondone
- 2079 mslm Monte Altissimo di Nago - Monti del Garda
- 2058 mslm Monte Stivo - Monti del Garda
- 2034 mslm Cima Canfedin - Gruppo Paganella - Gazza
- 1991 mlsm Monte Gazza - Gruppo Paganella - Gazza
- 1873 mslm Cima Roccapiana - Cime di Vigo
- 1865 mslm Monte Macaion - Catena della Mendola
- 1820 mslm Monte Ranzo - Gruppo Paganella - Gazza
- 1812 mslm Corno di Tress - Cime di Vigo
- 1375 mslm Cima Nara - Alpi di Ledro
- 1322 mslm Monte Guil - Alpi di Ledro
- 1260 mslm Cima Bal - Alpi di Ledro
- 1173 mslm Monte Penegal - Catena della Mendola
- 0907 mslm Punta dei Larici - Alpi di Ledro
- 0907 mslm Cima Capi - Monti del Garda
- 0780 mslm Nordice - Alpi di Ledro
La mia bibblioteca
- Athesia - Sudtirolo paradiso delle escursioni - Hanspaul Menara
- Bompiani - Filosofia della montagna - Francesco Tomatis
- CDA & Vivalda - L'ossessione dell'Eiger - John Harlin Jr.
- CDA & Vivalda - La morte sospesa - Joe Simpson
- Cierre edizioni - Ciaspolando sulle montagne del Trentino - Guido Leonelli
- Corbaccio - Razzo rosso sul Nanga Parbat - Reiinhold Messner
- Danilo Zanetti Editore - Lagorai nel cuore selvaggio del Trentino - Fabio Donetto
- Delai Editore - I miei ricordi - Walter Bonatti
- Delai Editore - Un mondo perduto - Walter Bonatti
- Delai Editore - Un mondo perduto - Walter Bonatti
- EDT - Gelo - Bill Streever
- Euroedit - Cime e sentieri - Colpo, Decarli e Giovannini
- Euroedit - Cime e sentieri in Trentino-Alto Adige - Colpo, Decarli, Dorigatti, Giovannini e Mattivi
- Folio Editore - Escursioni con le ciaspole nelle Dolomiti - Stimpfl, Oberrauch
- Kompass - Grange Atlante escursionistico delle Dolomiti
- Kompass - Guida escursionistica 974 Val di Fiemme
- Kompass - Guida escursionistica 975 Dolomiti Val di Fassa
- Nordpress - Vie normali delle Dolomiti Marmolada - Roberto Ciri
- Panorama - Dolomiti Le conquiste dell'impossibile
- PAT e SAT - Sui sentieri del Lagorai Viaggio alla scoperta di Natura 2000
- Superbur - Nelle terre estreme - Krakauer
- Tappeiner - A spasso col bebe' - M. Weithaler e T. Plattner
- Tappeiner - I tremila delle Dolomiti - H. Kammerer e R. Goedeke
- Tappeiner - Rifugi dell'Alto Adige - Hans Kammerer
- Tappeiner - Vie ferrate per principianti - Christjan Ladurner
- Trentino - Guida ai rifugi del Trentino




