lunedì 5 ottobre 2009
Ottobre
Vediamo un pò dove sono rimasto...effetivamente devo raccontare un bel pò di gite fatte in ottobre. Partiamo dal principio domenica 04/10 la Manu propone la gita al Rifugio Pedrotti per me non c'è problema e si parte. La sua amica gli ha detto che ci hanno messo 2:45 ad arrivare dalla macchina al Rifugio. Capiamo subito che per noi è un impresa ardua e arriviamo al rifugio in 3:20, e devo dire che non è proprio una scampagnata visti i 1400 metri di dislivello da coprire. Prima dell'ultimo pezzo che porta al rifugio con molto piacere abbiamo incontrato il Luca e la Manu anche loro avevano scelto il Pedrotti come meta e così abbiamo fatto assieme l'ultimo pezzo. La sera le gambe erano molto provate, si vede che ero un pò fuori allenamento.
venerdì 2 ottobre 2009
Son tornato alle ferrate
La scorsa domenica nonostante le belle giornate non ci siamo concessi delle gite sabato, lo abbiamo dedicato a lavori a casa e domenica la Manu lavorava e a dire il vero sabato ho fatto un pò di festa al compleanno del Bettongi...così domenica senza Manu ho portato mio papà a fare la ferrata di Castel Drena io la facevo per la terza volta, ma devo dire che per portare qualcuno poco esperto e proprio carina. Mio papà è andato su meglio di me...alla faccia del poco esperto. Così ci siamo divertiti su per la ferratina che porta al Castello, abbiamo fatto il ponte tibetano e poi su fino al depuratore diciamo che la fine della ferrata lascia alquanto perplessi, ma nel complesso è sempre bella.
Oggi invece aproffittando del mio nuovo orario lavorativo che per ora prevede il venerdì pomeriggio libero mi sono concesso il burrone Giovanelli in solitaria, era un pò che non lo facevo. Ho trovato qualche cambiamento, infatti il sentiero e stato assicurato con un bel pò di cordini specialmente nella prima parte che rendono ancora più sicura la salita proprio un bel lavoro.
Ok non erano fra le ferrate più difficili del trentino anzi fra le più facili ma dopo l'astinenza di quest'estate meglio andarci piano. Purtroppo domani avevo in programma le Mesules, ma mi è saltato tutto il Sella dovrà aspettare.
Oggi invece aproffittando del mio nuovo orario lavorativo che per ora prevede il venerdì pomeriggio libero mi sono concesso il burrone Giovanelli in solitaria, era un pò che non lo facevo. Ho trovato qualche cambiamento, infatti il sentiero e stato assicurato con un bel pò di cordini specialmente nella prima parte che rendono ancora più sicura la salita proprio un bel lavoro.
Ok non erano fra le ferrate più difficili del trentino anzi fra le più facili ma dopo l'astinenza di quest'estate meglio andarci piano. Purtroppo domani avevo in programma le Mesules, ma mi è saltato tutto il Sella dovrà aspettare.
lunedì 21 settembre 2009
Week end in Val di Fiemme
Venerdì sera siamo partiti io, Manu con Elena e Luca meta Cavalese. Le previsioni non erano delle migliori ma anche sabato e domenica scorsi metteva brutto e siamo riusciti a farci dei bei giretti. Così il venerdì sera l'abbiamo passato a giocare a carte e chicchierare. Il sabato mattina ci siamo alzati alle 8 e con calma ci siamo diretti a Vigo di Fassa a prendere la funivia del Ciampediè e da lì ci siamo incamminati verso il rifugio Gardeccia, il sentiero è pressoche piano, senza difficoltà e sicuramente troppo antropizzato, l'ambiente diventa un pò più selvaggio dopo il Gardeccia nel sentiero che porta al rifugio Vajolet e poi su fino al Rifugio Passo Principe, questo ultimo tratto da decisamente più soddisfazione in fatto di salita. Arrivati al Rifugio Passo Principe guardiamo dove possimo andare in quanto non siamo proprio paghi e così decidiamo di raggiungere la forcella di Antermoia che dista solo 170 metri verticali.
Arrivati in cima la vista è quasi nulla causa una fastidiosa nebbia e allora ci facciamo passare di testa anche l'idea che c'era venuta di raggiungere il Rifugio Antermoia e scendiamo inizia anche a piovigginare ma non facciamo in tempo neanche a metterci le giacche a vento che già smette. Ritornati al Rifugio Vajolet ci fermiamo sulle panchine a mangiare e poi già che ci siamo portati le carte facciamo anche una partita a scala. Vince come la sera prima la Manu.
Finito con le carte ritorniamo al Ciampediè, giù con la funivia, e a casa.
Per farvi capire cosa intendo quando dico che il sentiero è troppo antropizzato nel percorrere i 600 metri che portano al Passo Principe abbiamo incontrato tra rifugi e malghe almeno 10 strutture se non di più.
Dopo esserci fatti la doccia andiamo in paese a bere l'aperitivo al Caffè da te, mentre aspettiamo che arrivino la Clara e il Massimo ci facciamo viziare dal Giannoccaro che accompagna i vari hugo spritz e birre con ottimi stuzzichini, senza dubbio il miglior bar di cavalese per non dire di tutta Fiemme.
Verso le otto arrivano anche Clara e Massimo beviamo ancora qualcosa e poi andiamo a casa a cenare e bere qualche buona bottiglietta di vino che ci siamo portati.
Domenica sveglia alle otto e dopo aver fatto colazione con calma siamo partiti con meta i Laghi di Lagorai. Arrivati al parcheggio dopo un bel pezzo di strada sterrata apro il baule e non c'è il mio zaino, l'avevo lasciato nel parcheggio sotto casa, allora ho girato la macchina e in compagnia del Luca siamo andati a riprenderlo, ritardo accumulato 40 minuti, siamo andati su come dei caccia e abbiamo raggiunto Manu Elena Clara e Massimo al Lago di Lagorai...ma che sudata.
Da qui tutti assieme siamo andati ai Laghi di Lagorai, sempre belli qui abbiamo mangiato e ci siamo divertiti a guardare le rane saltare e nuotare. Tornati al punto di partenza dopo la lunga strada forestale abbiamo ripreso le macchine e siamo andati alla Tana del Grillo a bere qualcosa e poi siamo tornati a casa.
E' stato proprio un bel week end ottima la compagnia, l'unica cosa negativa le mie dimenticanze: ho lasciato a Mezzocorona la macchina fotografica, sabato mi sono preparato le cartine non le ho messe nello zaino e le ho lasciate a casa e domenica cigliegina sulla torta non ho messo lo zaino in macchina ma come si suol dire chi non ha testa ha gambe!
Arrivati in cima la vista è quasi nulla causa una fastidiosa nebbia e allora ci facciamo passare di testa anche l'idea che c'era venuta di raggiungere il Rifugio Antermoia e scendiamo inizia anche a piovigginare ma non facciamo in tempo neanche a metterci le giacche a vento che già smette. Ritornati al Rifugio Vajolet ci fermiamo sulle panchine a mangiare e poi già che ci siamo portati le carte facciamo anche una partita a scala. Vince come la sera prima la Manu.
Finito con le carte ritorniamo al Ciampediè, giù con la funivia, e a casa.
Per farvi capire cosa intendo quando dico che il sentiero è troppo antropizzato nel percorrere i 600 metri che portano al Passo Principe abbiamo incontrato tra rifugi e malghe almeno 10 strutture se non di più.
Dopo esserci fatti la doccia andiamo in paese a bere l'aperitivo al Caffè da te, mentre aspettiamo che arrivino la Clara e il Massimo ci facciamo viziare dal Giannoccaro che accompagna i vari hugo spritz e birre con ottimi stuzzichini, senza dubbio il miglior bar di cavalese per non dire di tutta Fiemme.
Verso le otto arrivano anche Clara e Massimo beviamo ancora qualcosa e poi andiamo a casa a cenare e bere qualche buona bottiglietta di vino che ci siamo portati.
Domenica sveglia alle otto e dopo aver fatto colazione con calma siamo partiti con meta i Laghi di Lagorai. Arrivati al parcheggio dopo un bel pezzo di strada sterrata apro il baule e non c'è il mio zaino, l'avevo lasciato nel parcheggio sotto casa, allora ho girato la macchina e in compagnia del Luca siamo andati a riprenderlo, ritardo accumulato 40 minuti, siamo andati su come dei caccia e abbiamo raggiunto Manu Elena Clara e Massimo al Lago di Lagorai...ma che sudata.
Da qui tutti assieme siamo andati ai Laghi di Lagorai, sempre belli qui abbiamo mangiato e ci siamo divertiti a guardare le rane saltare e nuotare. Tornati al punto di partenza dopo la lunga strada forestale abbiamo ripreso le macchine e siamo andati alla Tana del Grillo a bere qualcosa e poi siamo tornati a casa.
E' stato proprio un bel week end ottima la compagnia, l'unica cosa negativa le mie dimenticanze: ho lasciato a Mezzocorona la macchina fotografica, sabato mi sono preparato le cartine non le ho messe nello zaino e le ho lasciate a casa e domenica cigliegina sulla torta non ho messo lo zaino in macchina ma come si suol dire chi non ha testa ha gambe!
lunedì 14 settembre 2009
Un branco di camosci!
Che spettacolo ieri mentre stavamo andando ai laghetti Plombodensee abbiamo incontrato per ben due volte un branco di camosci, ce ne saranno stati almeno venti un vero spettacolo! Ma partiamo dall'inizio, anche per oggi le previsioni non promettono niente di buono e così io propongo una gita in Val Venosta la valle con meno precipitazioni dell'Alto Adige. Partiamo io Manu e Alfredo e dopo qualche difficoltà nel trovare il parcheggio SÄGE finalmente ci arriviamo, dobbiamo fare anche qualche chilometro di sterrato. Quando indossiamo gli scarponi sono quasi le 10 ma poco male l'aria è fresca ci saranno 13° ma si stà bene. In 10 minuti siamo alla Malga Marzoner e da lì proseguiamo sul sentiero nr. 18 in direzione Zirmtal alm il sentiero sale piacevole nel bosco tranne nell'ultimo pezzo che si fa proprio ripido. Arriviamo alla Zirmtal alm verso le 11:40, sarebbe la meta della nostra gita ma i 600 metri di dislivello non ci soddisfano e così ci beviamo un succo di lampone e decidiamo di proseguire verso i laghetti Plombodensee. Poco sopra la malga sulla costa della montagna la Manu avvista un branco di camosci che spettacolo ci fermiamo ad ammirarli, poi riprendiamo il nostro cammino e arrivati quasi in vetta li rivediamo che scendono sul altro versante qui li vediamo ancora meglio perché siamo ancor più vicini, sono bellissimi. Di li a poco arriviamo ai laghetti ci mangiamo qualcosa e poi torniamo alla malga dove ci rifocilliamo con un wurstel.
Un bel sito per organizzare gite da queste parti è: www.naturns.it
Un bel sito per organizzare gite da queste parti è: www.naturns.it
Ci voleva proprio
Era un pò che non andavamo in montagna dalla gita fatta in Corsica la prima tappa del GR20, e finalmente è arrivato sabato, io poi avevo anche da provare il mio nuovo zaino. Nonostante le previsioni non erano confortanti abbiamo fatto finta di niente e siamo partiti. Solita indecisione sulla meta anche guardando dove c'erano poche nuvole e alla fine abbiamo optato per Lazfons e Cima San Cassiano. Tappa al panificio a Velturno a rifornirci di pane, i panifici in Alto Adige sono spettacolari e poi su fin dopo Lazfons al parcheggio Kuhof molto ben segnalato non ci si può sbagliare. Arrivati al parcheggio abbiamo subito intuito che c'era qualche manifestazione infatti era pieno di bici e il parcheggio sta colmo, c'era una gara. Abbiamo intrapreso la strada forestale segnata col numero 1-17 fino al Rifugio Chiusa, qui non si siamo neanche fermati e abbiamo proseguito senza grandi difficoltà fino al rifugio Croce di Lazfons. Fino a quest'ultimo rifugio c'è una strada forestale abbastanza tranquilla che si impenna solo nell'ultimo tratto prima del rifugio, l'unica noia i furgoni che andavano avanti indietro per l' assistenza alla gara. Il tempo sembra darci regione infatti le nuvole gironzolano ma a tratti si fa vedere anche il sole. Al rifugio Croce di Lazfons c'erano tutti gli atleti e qui abbiamo trovato lo stefanino che aveva fatto la gara.
Dopo esserci rifocillati un pò abbiamo ripreso la salita verso cima San Cassiano, sembrava abbastanza dura e lontana dal rifugio ma senza troppa fatica l'abbiamo raggiunta un panorama sul versante opposto molto suggestivo. Prima di ridiscendere abbiamo fatto un salto anche sulla vicina cima Sam e poi giù fino al Lago San Cassiano, poco sotto la cima, dove ci siamo levati gli scarponi e ci siamo bagnati i piedi...freddo ma proprio bello. Tappa di nuovo al Rifugio Croce di Lazfons a bere un hefelimo e un succo di mela. Rimesso lo zaino in spalla ci siamo avviati verso la macchina e abbiamo sentito delle gocce, inizia a piovere. Ci fermiamo mettiamo la giacca e aumentiamo il passo, nel frattempo passa un furgone che ci chiede se vogliamo un passaggio e noi furbescamente rispondiamo di no, di li a poco inizia a piovere per bene, praticamente ci facciamo tutta la discesa di corsa e un pò prima della macchina smette e si affaccia un timido solo e arriviamo quasi asciutti.
Dopo esserci rifocillati un pò abbiamo ripreso la salita verso cima San Cassiano, sembrava abbastanza dura e lontana dal rifugio ma senza troppa fatica l'abbiamo raggiunta un panorama sul versante opposto molto suggestivo. Prima di ridiscendere abbiamo fatto un salto anche sulla vicina cima Sam e poi giù fino al Lago San Cassiano, poco sotto la cima, dove ci siamo levati gli scarponi e ci siamo bagnati i piedi...freddo ma proprio bello. Tappa di nuovo al Rifugio Croce di Lazfons a bere un hefelimo e un succo di mela. Rimesso lo zaino in spalla ci siamo avviati verso la macchina e abbiamo sentito delle gocce, inizia a piovere. Ci fermiamo mettiamo la giacca e aumentiamo il passo, nel frattempo passa un furgone che ci chiede se vogliamo un passaggio e noi furbescamente rispondiamo di no, di li a poco inizia a piovere per bene, praticamente ci facciamo tutta la discesa di corsa e un pò prima della macchina smette e si affaccia un timido solo e arriviamo quasi asciutti.
venerdì 11 settembre 2009
Che sorpresa!!!
Ieri sono tornato a casa dopo lavoro e sul divano c'era una borsa del Vertical c'ho messo un pò a capire ma alla fine ce l'ho fatta ho guardato dentro e la Manu mi aveva regalato uno zaino da montagna. Che amore!!!
Era un pò che volevo prendermene uno perchè quello che ho mi fa mal di schiena, questo è proprio bello marca Vaude Cross Ultralight Comfort 35 ultra leggero pesa solo 950g e ha una capacità di 35 litri, proprio un bel zainetto non vedo l'ora di provarlo...spero già domani anche perchè ho proprio voglia di andare a fare una bella gita.
Vi metto anche la foto:
Era un pò che volevo prendermene uno perchè quello che ho mi fa mal di schiena, questo è proprio bello marca Vaude Cross Ultralight Comfort 35 ultra leggero pesa solo 950g e ha una capacità di 35 litri, proprio un bel zainetto non vedo l'ora di provarlo...spero già domani anche perchè ho proprio voglia di andare a fare una bella gita.
Vi metto anche la foto:
martedì 1 settembre 2009
Agosto
Vi ho un pò abbandonato in questo mese di agosto ma si sa in agosto si fanno ferie e quindi anche il blog è andato in ferie.
Ricapitoliamo il fine settimana del 8 e 9 la voglia di montagna era tanta come sempre e così siamo partiti sabato anche se il tempo non era dei migliori. Destinazione la Val Sarentino ma un volta messi gli scarponi e porcorso i primi metri ha iniziato a piovere non tanto ma abbiamo optato per rinunciare a andarci a fare un giretto a Bolzano. Ovviamente dopo il tempo è migliorato ma ormai. La domenica sempre vedendo il tempo abbiamo optato per le cime, salita alle longhe un caldo allucinante e poi dal Bait dei Manzi verso gli Aiseli...ci siamo persi e dopo ci è passata la voglia e così siamo andati a mangiare una braciola visto che c'erano l'Alois e la Rosi che ci hanno invitato sul Monte. Un week end di montagna decisamente no.
E' arrivata poi la settimana di ferragosto e dopo la riuscita festa di San Lorenzo al monte venerdì siamo andati io e la Manu dalle parti di Bressanone a farci un geretto niente di impegnativo ma carina Karlspitze se non ricordo male il nome della cima. Il giorno dopo invece assieme alla Manu G. e Elmar siamo andati al Rifugio Genova sempre una bella gita era la prima volta che ci andavo a rifugio aperto e senza neve. Poi io e l'Elmar abbiamo studiato il percorso per raggiungere una facile cima attaccata al rifugio ma siamo finiti al Passo Putia e dopo con un pò di peripezzie al nostro obbiettivo.
Il 18 poi siamo partiti io e la Manu per la Corsica e visto che in Corsica ci sono anche belle montagne abbiamo buttato in macchina anche gli scarponi e lo zaino. Verso la fine della vacanza abbiamo trovato un giorno da dedicare alla montagna e così volevamo fare la prima tappa del GR20 che parte da Calenzana ma dopo 3 ore e passa di cammino sempre in salita abbiamo chiesto a dei ragazzi quanto mancava a u rifugiu e quando ci hanno detto 1:30 ore ci siamo guardati e abbiamo detto che forse era un pò esagerato un giro di 8 ore...e così ci siamo fermati un pò nel bosco a mangiare qualcosa e siamo tornati indietro alla fine con pause e tutto siamo stati in giro 7 ore non male...bello però la prima volta che andavo in montagna fuori dal Trentino Alto Adige. Le nostre montagne sono speldide comunque è stato bello immersi nel maquis vedere il mare all'orizonte bello!!!
Ricapitoliamo il fine settimana del 8 e 9 la voglia di montagna era tanta come sempre e così siamo partiti sabato anche se il tempo non era dei migliori. Destinazione la Val Sarentino ma un volta messi gli scarponi e porcorso i primi metri ha iniziato a piovere non tanto ma abbiamo optato per rinunciare a andarci a fare un giretto a Bolzano. Ovviamente dopo il tempo è migliorato ma ormai. La domenica sempre vedendo il tempo abbiamo optato per le cime, salita alle longhe un caldo allucinante e poi dal Bait dei Manzi verso gli Aiseli...ci siamo persi e dopo ci è passata la voglia e così siamo andati a mangiare una braciola visto che c'erano l'Alois e la Rosi che ci hanno invitato sul Monte. Un week end di montagna decisamente no.
E' arrivata poi la settimana di ferragosto e dopo la riuscita festa di San Lorenzo al monte venerdì siamo andati io e la Manu dalle parti di Bressanone a farci un geretto niente di impegnativo ma carina Karlspitze se non ricordo male il nome della cima. Il giorno dopo invece assieme alla Manu G. e Elmar siamo andati al Rifugio Genova sempre una bella gita era la prima volta che ci andavo a rifugio aperto e senza neve. Poi io e l'Elmar abbiamo studiato il percorso per raggiungere una facile cima attaccata al rifugio ma siamo finiti al Passo Putia e dopo con un pò di peripezzie al nostro obbiettivo.
Il 18 poi siamo partiti io e la Manu per la Corsica e visto che in Corsica ci sono anche belle montagne abbiamo buttato in macchina anche gli scarponi e lo zaino. Verso la fine della vacanza abbiamo trovato un giorno da dedicare alla montagna e così volevamo fare la prima tappa del GR20 che parte da Calenzana ma dopo 3 ore e passa di cammino sempre in salita abbiamo chiesto a dei ragazzi quanto mancava a u rifugiu e quando ci hanno detto 1:30 ore ci siamo guardati e abbiamo detto che forse era un pò esagerato un giro di 8 ore...e così ci siamo fermati un pò nel bosco a mangiare qualcosa e siamo tornati indietro alla fine con pause e tutto siamo stati in giro 7 ore non male...bello però la prima volta che andavo in montagna fuori dal Trentino Alto Adige. Le nostre montagne sono speldide comunque è stato bello immersi nel maquis vedere il mare all'orizonte bello!!!
mercoledì 5 agosto 2009
Sul Fravort
Domenica post matrimonio di Elena e Luca bella festa anche questa ma il giorno dopo è sempre dura alzarsi e così i nostri buoni propositi di andare sul pedrotti sono svaniti quando abbiamo guardato l'orologio arrivati a casa. La mattina ce la siamo presa con calma solito turbillon di possibili destinazioni e alla fine abbiamo optato per il Fravort. Questa gita l'avevamo già fatta in inverno qualche anno fa niente di impegnativo in 2:30 siamo andati e tornatie sulla cima abbiamo anche rischiato di prendere l'acqua.
venerdì 31 luglio 2009
Che week end
Quello passato è stato proprio un bel week end. Siamo riusciti a organizzare proprio due bei giretti in verità li ho proposti tutti e due io ma volevo condividere i meriti con il mio amore.
Sabato siamo partiti io e la Manu per Ziano di Fiemme su dove andare abbiamo deciso al bivio della Galeta, sempre molto pianificate le nostre gite. Ovviamente se si va a Ziano non si uò non fare un salto a vedere cosa offre la Sportiva e così siamo andati a farci un giretto nel negozio se c'era qualcosa di conveniente e devo dire che come abbigliamento i prezzi sono decisamente alti, quindi per non uscire a mani vuote ci siamo comperati due paia di calzini. Da qui abbiamo siamo risaliti in macchina in direzione di Cavelonte solo che dopo aver percorso qualche centinaio di metri di strada sterrata un cartello indicava accesso consentito solo con permesso e così abbiamo parcheggiato e proseguito a piedi. In mezzoretta siamo arrivati al nostro punto di partenza Cavelonte. Da qui abbiamo seguito la strada forestale in direzione dei laghetti di Oia poco dopo una malga di cui non ricordo il nome la strada ha lasciato il posto a un sentiero evidentemente poco praticato visto che l'erba era più alta di noi. Senza grosse difficoltà siamo arrivati alla malga Oia dove ad aspettarci c'era una famigliola di asini. Visto che era quasi l'una ne abbiamo aproffittato per mangiare qualcosa solo che gli asinelli subito sono venuti a rompere le scatole e così abbiamo dovuto riprendere il nostro cammino. Non ci abbiamo messo molto poi ad arrivare ai laghetti di Oia e lì non abbiamo resistito ci simo sdraiati su un sasso a prendere il sole, ma l'arietta e pungente e ci ha invitato a riprendere il cammino. Arrivati alla forcella di Oia lo spettacolo è stato completo da mozzare il fiato. Abbiamo proseguito fino alla forcella Letigosa passando anche un breve tratto attrezzato con cordino. Arrivati alla forcella abbiamo iniziato la lunga discesa fino alla macchina. In tutto il giro di forme di vita oltre agli insetti e gli asini non abbiamo incontrato nessuno, è proprio selvaggio il Lagorai.
Domenica anche in compagnia del Pero invece siamo andati in val di Tires parcheggiato al Cipreanerhof dopo il paese di Tires e da li ci siamo avviati con destinazione il Rifugio Bergamo. Anche qui come su tutte le nostre montagne il posto è veramente bello si risale un ruscello e poi su per la costa della montagna fino al rifugio nel cuore del Catinaccio. Fra sabo e domenica abbiamo fatto quasi 2400 metri di dislivello, direi che ci si puo accontentare.
Sabato siamo partiti io e la Manu per Ziano di Fiemme su dove andare abbiamo deciso al bivio della Galeta, sempre molto pianificate le nostre gite. Ovviamente se si va a Ziano non si uò non fare un salto a vedere cosa offre la Sportiva e così siamo andati a farci un giretto nel negozio se c'era qualcosa di conveniente e devo dire che come abbigliamento i prezzi sono decisamente alti, quindi per non uscire a mani vuote ci siamo comperati due paia di calzini. Da qui abbiamo siamo risaliti in macchina in direzione di Cavelonte solo che dopo aver percorso qualche centinaio di metri di strada sterrata un cartello indicava accesso consentito solo con permesso e così abbiamo parcheggiato e proseguito a piedi. In mezzoretta siamo arrivati al nostro punto di partenza Cavelonte. Da qui abbiamo seguito la strada forestale in direzione dei laghetti di Oia poco dopo una malga di cui non ricordo il nome la strada ha lasciato il posto a un sentiero evidentemente poco praticato visto che l'erba era più alta di noi. Senza grosse difficoltà siamo arrivati alla malga Oia dove ad aspettarci c'era una famigliola di asini. Visto che era quasi l'una ne abbiamo aproffittato per mangiare qualcosa solo che gli asinelli subito sono venuti a rompere le scatole e così abbiamo dovuto riprendere il nostro cammino. Non ci abbiamo messo molto poi ad arrivare ai laghetti di Oia e lì non abbiamo resistito ci simo sdraiati su un sasso a prendere il sole, ma l'arietta e pungente e ci ha invitato a riprendere il cammino. Arrivati alla forcella di Oia lo spettacolo è stato completo da mozzare il fiato. Abbiamo proseguito fino alla forcella Letigosa passando anche un breve tratto attrezzato con cordino. Arrivati alla forcella abbiamo iniziato la lunga discesa fino alla macchina. In tutto il giro di forme di vita oltre agli insetti e gli asini non abbiamo incontrato nessuno, è proprio selvaggio il Lagorai.
Domenica anche in compagnia del Pero invece siamo andati in val di Tires parcheggiato al Cipreanerhof dopo il paese di Tires e da li ci siamo avviati con destinazione il Rifugio Bergamo. Anche qui come su tutte le nostre montagne il posto è veramente bello si risale un ruscello e poi su per la costa della montagna fino al rifugio nel cuore del Catinaccio. Fra sabo e domenica abbiamo fatto quasi 2400 metri di dislivello, direi che ci si puo accontentare.
lunedì 27 luglio 2009
Sassolungo o Sassopiatto?
Domenica 19 luglio altra gita particolarmente numerosa questa volta organizzata dal Pero con meta il giro del Sassolungo, ovviamente io ho dovuto metterci il mio zampino e deviare il percorso in direzione del giro del Sassopiatto, con l'intenzione di fare la ferrata Oskar Schuster.
Adesso vi racconto com'è andata. Innanzitutto chi c'era: Io, Manu, Alfredo, Pero, Manu F. Michael, Laura e in extremis di è aggiunto Diego con il suo cane Athos. Solito ritrovo al Centrale alle 8:30 e partenza in direzione del Passo Sella. Dopo più di due ore di viaggio arriviamo a destinazione, l'aria è decisamente fresca e si vede chiaramente che il giorno prima ha nevicato infatti sopra i 2500 c'è una bella spolverata di neve, si avete capito bene a metà luglio sopra i 2500 ha nevicato. Partiamo di buona lena in direzione del rifugio Tony Demetz e quello che affrontiamo è il dislivello più impegnativo della giornata in quanto dopo ci saranno solo dei saliscendi. Possiamo dire che la salita fa subito selezione è abbastanza dura ma relativamente breve 400 metri di dislivello. Il bello viene quando il sentiero inizia a scendere, la neve del giorno prima è stata ben calcata da da chi ci ha preceduto ed è diventata come una lastra di ghiaccio e per poco non faccio un volo che mi poteva costare caro, quindi occhi ben spalancati e passi prudenti iniziamo a scendere, il paesaggio e magnifico in questa valle fra il sassopiatto e il sassolungo. Dopo circa tre ore dalla partenza siamo al Rifugio Vicenza e qui decidiamo di mangiare. Alfredo e Diego vorrebbero fare la ferrata mentre io tiro un pò in dietro e così andiamo a chiedere come sono le condizioni se si può fare in sicurezza. Il gestore del rifugio non si può definire un chiacchierone ma ci dice comunque che è meglio lasciar stare che è ancora ghiacciata praticamente è come farla in pieno inverno.
Consultiamo allora il libro con descritto i due tracciati per il giro del Sassolungo ci impieghiamo ancora 2 ore mentre per il giro del sassopiatto impieghiamo 3 ore e mezza. Inizialmente optiamo per il più corto ma appena avviati a me Manu Diego e Alfredo non sembra abbastanza e poi perderemmo del dislivello e cosi cambiamo in corsa e decidiamo di fare il giro del sassopiatto abbandonado gli altri quattro compagni di spedizione. Il paesaggio cambia radicalmente dalle nude roccie si passa a pascoli e incontriamo anche sul sentero delle mucche che superiamo non senza difficoltà. Arriviamo al rifugio Sassopiatto e ci prendiamo un bel Radler, ci voleva proprio! Da qui ripartiamo e andiamo filati fino alla macchina che raggiungiamo in tre ore e mezza dal rifugio Vicenza dove ci siamo separati con gli altri. Alla fine è stata una bella sgroppata e sulle 6 ore di escursione.
Adesso vi racconto com'è andata. Innanzitutto chi c'era: Io, Manu, Alfredo, Pero, Manu F. Michael, Laura e in extremis di è aggiunto Diego con il suo cane Athos. Solito ritrovo al Centrale alle 8:30 e partenza in direzione del Passo Sella. Dopo più di due ore di viaggio arriviamo a destinazione, l'aria è decisamente fresca e si vede chiaramente che il giorno prima ha nevicato infatti sopra i 2500 c'è una bella spolverata di neve, si avete capito bene a metà luglio sopra i 2500 ha nevicato. Partiamo di buona lena in direzione del rifugio Tony Demetz e quello che affrontiamo è il dislivello più impegnativo della giornata in quanto dopo ci saranno solo dei saliscendi. Possiamo dire che la salita fa subito selezione è abbastanza dura ma relativamente breve 400 metri di dislivello. Il bello viene quando il sentiero inizia a scendere, la neve del giorno prima è stata ben calcata da da chi ci ha preceduto ed è diventata come una lastra di ghiaccio e per poco non faccio un volo che mi poteva costare caro, quindi occhi ben spalancati e passi prudenti iniziamo a scendere, il paesaggio e magnifico in questa valle fra il sassopiatto e il sassolungo. Dopo circa tre ore dalla partenza siamo al Rifugio Vicenza e qui decidiamo di mangiare. Alfredo e Diego vorrebbero fare la ferrata mentre io tiro un pò in dietro e così andiamo a chiedere come sono le condizioni se si può fare in sicurezza. Il gestore del rifugio non si può definire un chiacchierone ma ci dice comunque che è meglio lasciar stare che è ancora ghiacciata praticamente è come farla in pieno inverno.
Consultiamo allora il libro con descritto i due tracciati per il giro del Sassolungo ci impieghiamo ancora 2 ore mentre per il giro del sassopiatto impieghiamo 3 ore e mezza. Inizialmente optiamo per il più corto ma appena avviati a me Manu Diego e Alfredo non sembra abbastanza e poi perderemmo del dislivello e cosi cambiamo in corsa e decidiamo di fare il giro del sassopiatto abbandonado gli altri quattro compagni di spedizione. Il paesaggio cambia radicalmente dalle nude roccie si passa a pascoli e incontriamo anche sul sentero delle mucche che superiamo non senza difficoltà. Arriviamo al rifugio Sassopiatto e ci prendiamo un bel Radler, ci voleva proprio! Da qui ripartiamo e andiamo filati fino alla macchina che raggiungiamo in tre ore e mezza dal rifugio Vicenza dove ci siamo separati con gli altri. Alla fine è stata una bella sgroppata e sulle 6 ore di escursione.
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Associazioni di Filip.
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I Rifugi che ho raggiunto
- Adamello - Rifugio Carè Alto
- Brenta - Rifugio Croz dell'Altissimo
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- Dolomiti di Sesto - Rifugio Locatelli alle Tre Cime di Lavaredo
- Dolomiti di Sesto - Rifugio Pian di Cengia
- Dolomiti di Sesto - Rifugio Zsigmondy Còmici
- Finonchio - Rifugio Finonchio Fratelli Filzi
- Gruppo Cima d'Asta - Rifugio Caldenave
- Gruppo di Tessa - Rifugio Petrarca / Stettiner Hutte
- Gruppo di Tessa - Rifugio Plan / Zwickauer Hutte
- Lagorai - Rifugio Cauriol
- Lagorai - Rifugio Lago di Erdemolo
- Lagorai - Rifugio Sette Selle
- Lagorai - Rifugio Tonini
- Latemar - Rifugio Torre di Pisa
- Marmolada - Rifugio Capanna Punta Penia
- Marmolada - Rifugio Contrin
- Marmolada - Rifugio Falier
- Monzoni - Rifugio Fuciade
- Monzoni - Rifugio Passo le Selle
- Monzoni - Rifugio passo San Nicolò
- Ortles Cevedale - Rifugio Dorigoni
- Ortles Cevedale - Rifugio Guido Larcher al Cevedale
- Ortles Cevedale - Rifugio Mantova al Vioz
- Ortles Cevedale - Rifugio Stella Alpina al Lago Corvo
- Pale di San Martino - Rifugio Pradidali
- Puetz Odle - Rifugio Firenze
- Puetz Odle - Rifugio Genova
- Puetz Odle - Rifugio Juac
- Puetz Odle - Rifugio Stevia
- Sciliar - Rifugio Bolzano
- Sciliar - Rifugio Monte Cavone (Tschafonhutte)
Le mie cime
- 3343 mslm Punta Penia - Marmolada
- 3011 mslm Cima Ombretta Orientale - Marmolada
- 2958 mslm Cima Sassopiatto - Sassopiatto
- 2926 mslm Cima Undici - Alpi Venoste
- 2636 mslm Cima Trenta - Gruppo delle Maddalene
- 2494 mslm Monte Cauriol - Lagorai
- 2488 mslm Pala di Santa - Dolomiti di Fiemme
- 2442 mslm Cima Caldenave - Gruppo cima D'Asta
- 2439 mslm Corno Nero - Dolomiti di Fiemme
- 2434 mslm Monte Luco - Gruppo delle Maddalene
- 2316 mslm Corno Bianco - Dolomiti di Fiemme
- 2253 mslm Croz de Conseria - Gruppo cima D'Asta
- 2253 mslm Cima Nassere - Gruppo cima D'Asta
- 2180 mslm Cornetto - Bondone
- 2140 mslm Doss d'Abramo - Bondone
- 2116 mslm Monte Roen - Catena della Mendola
- 2090 mslm Monte Palon - Bondone
- 2079 mslm Monte Altissimo di Nago - Monti del Garda
- 2058 mslm Monte Stivo - Monti del Garda
- 2034 mslm Cima Canfedin - Gruppo Paganella - Gazza
- 1991 mlsm Monte Gazza - Gruppo Paganella - Gazza
- 1873 mslm Cima Roccapiana - Cime di Vigo
- 1865 mslm Monte Macaion - Catena della Mendola
- 1820 mslm Monte Ranzo - Gruppo Paganella - Gazza
- 1812 mslm Corno di Tress - Cime di Vigo
- 1375 mslm Cima Nara - Alpi di Ledro
- 1322 mslm Monte Guil - Alpi di Ledro
- 1260 mslm Cima Bal - Alpi di Ledro
- 1173 mslm Monte Penegal - Catena della Mendola
- 0907 mslm Punta dei Larici - Alpi di Ledro
- 0907 mslm Cima Capi - Monti del Garda
- 0780 mslm Nordice - Alpi di Ledro
La mia bibblioteca
- Athesia - Sudtirolo paradiso delle escursioni - Hanspaul Menara
- Bompiani - Filosofia della montagna - Francesco Tomatis
- CDA & Vivalda - L'ossessione dell'Eiger - John Harlin Jr.
- CDA & Vivalda - La morte sospesa - Joe Simpson
- Cierre edizioni - Ciaspolando sulle montagne del Trentino - Guido Leonelli
- Corbaccio - Razzo rosso sul Nanga Parbat - Reiinhold Messner
- Danilo Zanetti Editore - Lagorai nel cuore selvaggio del Trentino - Fabio Donetto
- Delai Editore - I miei ricordi - Walter Bonatti
- Delai Editore - Un mondo perduto - Walter Bonatti
- Delai Editore - Un mondo perduto - Walter Bonatti
- EDT - Gelo - Bill Streever
- Euroedit - Cime e sentieri - Colpo, Decarli e Giovannini
- Euroedit - Cime e sentieri in Trentino-Alto Adige - Colpo, Decarli, Dorigatti, Giovannini e Mattivi
- Folio Editore - Escursioni con le ciaspole nelle Dolomiti - Stimpfl, Oberrauch
- Kompass - Grange Atlante escursionistico delle Dolomiti
- Kompass - Guida escursionistica 974 Val di Fiemme
- Kompass - Guida escursionistica 975 Dolomiti Val di Fassa
- Nordpress - Vie normali delle Dolomiti Marmolada - Roberto Ciri
- Panorama - Dolomiti Le conquiste dell'impossibile
- PAT e SAT - Sui sentieri del Lagorai Viaggio alla scoperta di Natura 2000
- Superbur - Nelle terre estreme - Krakauer
- Tappeiner - A spasso col bebe' - M. Weithaler e T. Plattner
- Tappeiner - I tremila delle Dolomiti - H. Kammerer e R. Goedeke
- Tappeiner - Rifugi dell'Alto Adige - Hans Kammerer
- Tappeiner - Vie ferrate per principianti - Christjan Ladurner
- Trentino - Guida ai rifugi del Trentino